Visti i commenti super entusiastici sul suo ultimo articolo, lascio nuovamente la parola a Coach Silvia Pasqualetti: questa storia parla di atteggiamento, di sfide, di risultati.
Buona lettura.
Consiglio di non leggere questo articolo se sei una persona che spesso di fronte ad un ostacolo ti tiri indietro e ti racconti delle scuse per giustificarti.
Questo articolo è per gli impavidi, per le persone di azione, per coloro che non si fermano davanti alle difficoltà! Quindi … sei avvisato, se non appartieni alla categoria di persone “toste” è meglio che tu legga qualcos’altro, oppure leggi, ma sappi che questa lettura avrà degli effetti collaterali
Oggi ti racconto la storia di Bethany Hamilton, una ragazza americana diciannovenne che fa surf professionistico. Bethany nel 2003 aveva tredici anni ed era già una promessa del surf. Nata alle Hawaii, tutta la sua famiglia pratica il surf e lei si è innamorata di questo sport molto presto. Una mattina di ottobre, come tutte le mattine, era in acqua con il suo surf quando subì un attacco da uno squalo, che le portò via tutto il braccio. Rischiò la vita ma si salvò.
La cosa straordinaria fu che soltanto 3 settimane più tardi stava già surfando sulla sua tavola in mezzo alle onde del Pacifico, come se nulla fosse accaduto. Qualcosa invece era accaduto, moralmente e fisicamente, ma lei scelse di andare avanti, l’amore per il surf era stato più forte di qualsiasi cosa.
Bethany a due anni dall’incidente ha vinto il campionato nazionale di surf. Nel 2008 è diventata professionista arrivando terza in competizione con le migliori surfiste del mondo!
Avrebbe potuto essere terrorizzata di rientrare in quell’acqua abitata dalle stesse creature insidiose che le avevano causato la mutilazione, avrebbe potuto provare vergogna dello stato in cui si trovava e pensare che non avrebbe potuto più competere con le avversarie, avrebbe potuto piangere della sua sventura. Probabilmente le sarà capitato anche di farlo, ma è riuscita comunque a trovare il modo per andare avanti!
Ognuno di noi nel suo piccolo ha i suoi “morsi di squali”, chi più chi meno … tu cosa fai quando ti capitano degli inconvenienti? Ti lamenti e ti blocchi o decidi di agire all’istante e persegui con certezza la tua strada?
Adesso capisci perché ti ho avvertito all’inizio … con un riferimento del genere è difficile continuare a nascondersi dietro mille scusanti perché non siamo riusciti a raggiungere le cose che vogliamo, ad esempio se stiamo cercando di dimagrire qualche chiletto o se vogliamo avere più tempo da passare con la nostra famiglia, oppure ancora se pratichiamo qualche sport e magari dobbiamo rientrare dopo un piccolo infortunio, etc. Questa ragazza avrebbe avuto tutte le scusanti legittime del mondo per rifiutare di risalire sul suo surf, ma non se l’è concesso!
Ogni volta che ti capiterà di tentennare di fronte ad un inconveniente, pensa a questa storia meravigliosa, ti sembrerà tutto più facile.
Goditi il video, meglio se conosci l’inglese, se non lo conosci è comunque fantastico osservarla in mare con la sua tavola. Le immagini parlano da sole.
Tags: atteggiamento, bethany hamilton, paura, silvia pasqualetti, surf
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Quante volte ho sentito pronunciare queste parole… e quante volte mi è venuta l’orticaria…
Indipendentemente da chi le stia dicendo: medico, professore, capo, collega, insegnante, genitore o più semplicemente un amico. NOOOOOOOOOOOOOOOO!!!! Non lasciartelo dire!!!!!
Metti l’antivirus contro chi vuole distruggere le tue idee, i tuoi progetti, i tuoi obiettivi e i tuoi sogni.
Purtroppo invece molte persone lasciano che questo piccolo virus bastardo attecchisca… e così come quando sei in autostrada e l’auto che ti precede ti scaglia un sasso contro il parabrezza creando una piccola crepa, allo stesso modo queste persone lasciano che il dubbio del “e se non ce la facessi?” incrini la loro motivazione, la loro sicurezza e, infine, la loro autostima.
Nel caso del parabrezza dell’auto, sappiamo che lo dobbiamo sostituire il prima possibile (o rischiamo che si frantumi mentre guidiamo), ma nel caso delle nostre convinzioni come possiamo fare? E quando siamo proprio noi a dirci le fatidiche parole “lascia perdere, tanto non ce la farai mai…”?
Beh sono quasi 15 anni che combatto contro questo atteggiamento. Qualche battaglia l’ho persa ma tante le ho vinte.
Qualche anno fa, durante le sessioni di coaching, mi ci arrabbiavo ed argomentavo le mie tesi con forza per far capire a chi avevo di fronte che aveva le risorse per riuscire (se si fosse impegnato al massimo) e che valeva la pena darsi da fare ed agire.
Oggi sorrido e, citando il genio creativo della pnl Richard Bandler, semplicemente chiedo “ah, quindi tu sei un indovino… hai poteri psichici, prevedi il futuro, giusto?” ![]()
Dal momento che non conosci il futuro, se tieni realmente a qualcosa, inizia a farti una domanda diversa: e se invece ci riuscissi? Come cambierebbero le cose? Cosa accadrà quando ce la farai?
Vedrai che i dubbi si dissolveranno e potrai cambiare il tuo parabrezza… a questo punto AGISCI: pianifica e metti in atto tutto ciò che serve per arrivarci, sii attento per capire cosa non funziona e sii flessibile per cambiare eventualmente in corsa le tue azioni.
In ogni corso di PNL o di sviluppo personale lo ripetiamo: parti con l’atteggiamento che ti è più utile. Nessuno conosce il futuro e sei tu a crearlo giorno dopo giorno, azione dopo azione, decisione dopo decisione… e guarda un po’, proprio adesso puoi decidere
Tags: alla ricerca della felicità, atteggiamento, coaching, convinzioni, futuro, pnl, richard bandler
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Nello scorso post abbiamo visto come la PNL ci aiuta a verificare se un obiettivo è ben formato.
Sono partito dicendo “anno nuovo, propositi nuovi e tanta voglia di cominciare”. Bene, oggi vorrei darti qualche ulteriore spunto per utilizzare bene questa energia evitando di essere una di quelle persone che la perdono dopo qualche giorno appena ricominciato il tran tran quotidiano.
Tanto per iniziare la parola proposito non ti aiuta… infatti si tratta di una nominalizzazione (ossia un verbo che originariamente esprimeva un processo e che viene trasformato in un nome statico)… e, come credo avrai già sperimentato nella tua vita, con la staticità si ottiene proprio poco: occorre AGIRE!
Invece di fare propositi, inizia a stabilire delle direzioni. Prendi i tuoi obiettivi, le attività che ci sono da fare, i comportamenti e vedi te stesso mentre fai queste azioni nel futuro… iniziando proprio da ora.
Usa il potere della tua mente:
1) Pensa ai tuoi comportamenti (ricorda la regola numero 2 degli obiettivi ben formulati del post precedente) che ti permetteranno di ottenere ciò che vuoi.
2) Guarda te stesso (dissociato) mentre li fai in pratica.
3) Poi entra dentro te stesso (associato) e nota come stai. Usa tutti e 5 i sensi (cosa vedi, senti, provi, annusi, gusti) in modo da capire esattamente cosa ti aspetta e quanto ti piace. Ricordi la regola numero 4 del post precedente?
4) Esci fuori da te stesso (dissociato nuovamente) e guardati ancora mentre stai agendo.
Stabilisci la tua direzione! Richard Bandler sottolinea sempre di considerare le direzioni oltre che gli obiettivi: quando raggiungi un obiettivo è finita lì. Mentre quando ti stai muovendo in una direzione, questo diventa un processo di continua e costante evoluzione personale: stai meglio, ti comporti in modo migliore, ottieni risultati sempre migliori e, in definitiva, diventi una persona migliore.
John La Valle (presidente della Society of NLP – Richard Bandler) ripete continuamente: il conto in banca, la bella casa, la macchina nuova fiammante sono solo delle cose, delle ricompense che ti vengono date per i tuoi comportamenti. Fa in modo che i tuoi obiettivi siano guidati dai tuoi comportamenti, focalizzati su questi in modo che tu sappia come raggiungere quelle ricompense. E soprattutto perché magari qualcuno nel futuro ti potrà portare via la bella macchina, la casa o il conto corrente, ma se hai fatto tuoi i comportamenti potrai ricreare tutto ciò che desideri.
Parlando di direzioni, ti lascio con questo video che mi ha consigliato proprio John La Valle. Dura solo poco più di un minuto e può essere molto illuminante… buona visione.
Tags: comportamenti, john la valle, lost generation, nominalizzazioni, obiettivi, pnl, richard bandler
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BUON ANNO
Eccoci arrivati al 1° gennaio del 2010. Anno nuovo, propositi nuovi e tanta voglia di cominciare.
In questo momento mi trovo con la mia dolce Noe, Paccino (solo per questi giorni soprannominato “Pancino”
) e Silvia in uno splendido paesino tra i monti lombardi con una vista mozzafiato sul Lago Maggiore.
Mi sembra di essere sospeso nel tempo… case costruite in sassi, i salotti riscaldati dai camini e dal tepore delle persone raccolte intorno al fuoco, niente automobili, solo stradine pedonali che si ramificano tra le case, la piazzetta, la chiesa e quello che una volta era l’asilo… nessun negozio, niente commercio, niente rumori, in alcuni casi niente elettricità, solo candele e lampade ad olio… insomma, una vita di paese come una volta immerso in un meraviglioso scenario della natura…
E in luoghi così magici e fuori dal tempo è anche facile trovare ispirazione per pianificare gli obiettivi e i propositi per il nuovo anno. Non so se tu sia una di quelle persone che scrivono i propri obiettivi e le proprie aspirazioni prima di iniziare un percorso, sappi semplicemente che avere una direzione chiara è fondamentale per ottenere risultati importanti nella tua vita.
In questo post ti voglio dare alcuni classici accorgimenti che la PNL offre per capire se gli obiettivi che ti stai proponendo sono ben formati ed in linea con la direzione che vuoi prendere. Nel prossimo post ti aggiungerò alcuni spunti che ho ritrovato estremamente utili in anni di coaching e di “goal setting”.
Perciò pensa ad un’area della tua vita in cui vuoi pianificare il primo obiettivo per il 2010.
La prima domanda che ti faccio è: cosa vuoi per te in questo 2010? Prenditi un foglio di carta e qualche istante e scrivi la risposta a questa domanda. Cosa vuoi? Fai bene attenzione: non mi interessa sapere cosa NON vuoi più. Lascia perdere in questo istante le difficoltà che hai avuto, le persone che ti hanno messo i bastoni tra le ruote, i disagi e i malanni. Cosa vuoi ottenere in questo 2010 nel momento in cui decidi di impegnarti al massimo per raggiungerlo? In PNL diciamo: formula i tuoi obiettivi in termini positivi, ossia focalizzati su ciò che vuoi ottenere.
La seconda domanda è: sei tu in controllo e responsabile del raggiungimento di questo obiettivo oppure dipende da altre persone? Se sei tu il responsabile è ok, altrimenti riformulalo. Questo poiché tu puoi essere in controllo solo del tuo comportamento, delle tue sensazioni, dei tuoi pensieri, delle tue azioni… insomma di te stesso, e NON degli altri. Perciò il tuo obiettivo non può dipendere dalle decisioni e dalle azioni di un’altra persona.
Ti faccio un esempio semplice: se sei un genitore e volessi porti l’obiettivo “voglio che mio figlio cresca sano e si alimenti nel modo migliore e bla bla bla”… è facile intuire che non è sotto il tuo diretto controllo. Evidentemente lo puoi influenzare (facendo trovare cibi particolari in casa) ma non dipende solamente da te! In questo caso una buona formulazione dell’obiettivo potrebbe essere “voglio essere un buon modello di salute per mio figlio ed alimentarmi in modo sano bla bla bla”. Noti come l’essere un buon modello è in tuo totale controllo. In PNL si dice che un obiettivo sia iniziato e mantenuto dalla persona che lo desidera.
Passiamo alla terza domanda: cosa accadrà quando avrai raggiunto il tuo obiettivo? Come cambierà la tua vita? Come cambierà il rapporto con le persone che ti stanno attorno? Che conseguenze avrà il raggiungimento del tuo obiettivo nella tua vita personale? Sul lavoro? Con i tuoi amici? Nel tuo tempo libero? Con i tuoi hobbies?
Poco spesso viene fatta questa considerazione (purtroppo anche nella pianificazione che ho visto fare da alcuni coach con i propri clienti) che invece credo sia di fondamentale importanza: ogni nuova azione, comportamento, risultato porta con sé delle conseguenze e dobbiamo esserne consapevoli e preventivarle (nei limiti del possibile) per non ritrovarci un giorno a dire cose tipo “se all’epoca l’avessi saputo non mi sarei messo a fare tutta sta roba”… beh se all’epoca ti fossi fatto la domanda magari…
in PNL questo è il cosiddetto controllo ecologico.
Infine, ultima domanda: che immagini vedrai quando avrai raggiunto questo obiettivo? Cosa dirai a te stesso? Cosa ti diranno le persone attorno a te? Come starai e che sensazioni proverai una volta raggiunto questo obiettivo? Sii specifico: dove ti trovi? Con chi? Cosa stai facendo? Fa in modo che il tuo cervello comprenda pienamente e specificamente dove vuoi andare… in questo modo ti ci porterà più facilmente e velocemente. Questo è ciò che in PNL significa verificabile nell’esperienza e basato sui sensi (vista, udito, tatto, olfatto e gusto). Immaginalo e scrivi sul foglio.
Molto bene, ora dovresti avere in mano una lista di obiettivi ben formati… sappi che in questo momento hai appena aumentato concretamente la tua percentuale di riuscita! Ottimo lavoro! Nel prossimo post continuerò con ulteriori spunti pratici.
Un abbraccio e ti faccio ancora i miei migliori auguri per uno straordinario 2010
Tags: coaching, goal setting, obiettivi, pnl
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Il giornalista Norman Cousins ne ha fatto uno slogan negli anni ottanta. Il dott. Patch Adams ha introdotto questa idea nella medicina convenzionale. Silvia ce l’ha ricordato nell’ultimo post e, se ciò non bastasse, già da qualche tempo è stato dimostrato scientificamente dalla psico-neuro-endocrino-immunologia (PNEI) e dalla gelotologia: DIVERTIRSI FA BENE
Ormai è risaputo da tutti, eppure vedo tantissime persone che girano per strada con le facce scure e contratte. Per molta gente quella è purtroppo diventata l’espressione di default e la cosa più preoccupante è che ne scaturisce una serie di emozioni che condizionano il nostro modo di pensare e i nostri comportamenti. Pensaci: se oggi scegliessi di uscire di casa radioso e sorridente potresti addirittura incontrare persone che ti dicono “…zzo c’hai da ridere?”. È un paradosso!
John La Valle (presidente della Society of NLP – Richard Bandler) inizia sempre i suoi corsi con una domanda: “Chi tra di voi vuole sentirsi bene senza nessuna ragione?”… Sentirsi bene senza nessuna ragione, un concetto che amo! Come direbbe Covey potremmo fare un bel salto di paradigma e, incontrando gli amici per strada, chiedere loro: “…zzo c’hai da stare arrabbiato?”.
Quanto è contagiosa una bella risata?
Se iniziassimo a stare bene senza nessuna ragione ed eventualmente ad essere scuri e contratti solo se c’è un motivo per cui realmente ne valga la pena, sono sicuro che cambierebbe la qualità delle nostre giornate.
Come dice il mio amico e collega Livio Sgarbi: “Vuoi che il tuo lavoro e la tua vita ti diano passione, gioia e divertimento? C’è un unico modo: metti passione, gioia e divertimento nel tuo lavoro e in ciò che fai ogni giorno della tua vita!”.
Forse obietterai: sì vabbè, facile a dirsi, ma come farlo?
Guarda come queste persone hanno applicato questo concetto nel sociale e i risultati che hanno ottenuto. Si chiama “The Fun Theory”. Ovviamente queste sono “piccole cose” ma, se portate nella tua quotidiana realtà, possono fare una grande differenza.
Quando ti diverti il tuo mondo cambia.
Vediamo qualche spunto:
Ti piace la musica? Fatti la tua colonna sonora divertente e tienila in sottofondo mentre lavori e mentre fai le tue cose quotidiane. Se per qualche ragione non puoi, usa l’ipod che hai nel cervello
se riesci a riprodurre nella tua testa le parole e il tono di chi ti fa arrabbiare, non avrai problemi ad ascoltare le canzoni che ti piacciono a ripetizione: mi sembra un’idea più furba
Metti come suoneria del cellulare una musica che ti faccia sorridere
io lo faccio sempre quando il telefono inizia a squillare troppo spesso…
In ufficio: metti sulla tua scrivania qualcosa di divertente, una bella ancora che ti faccia stare bene appena la guardi. Usa immagini divertenti come sfondo del desktop (e del cellulare).
In palestra: vacci con un amico divertente, uno di quelli che ti fa sorridere appena lo guardi in faccia. E fai qualcosa di divertente dopo ogni seduta.
Con gli amici: racconta barzellette. Usa l’autoironia (è una delle più grandi risorse che abbiamo!).
Guarda film e spettacoli divertenti. Non sempre solo roba impegnata o drammi o tg… che palle!
Fatti la domanda più intelligente di tutte: come posso divertirmi mentre faccio quello che sto facendo?
Semplicemente… SORRIDI! Anche la famosa risata “finta e non spontanea” produce quella biochimica che ti porta tutti gli effetti benefici di cui hai sentito parlare migliaia di volte! Infatti basta solo il movimento muscolare, gli angoli della bocca che si muovono verso l’alto… dai che si va!
E soprattutto se tu sei una di quelle persone che sta vivendo un momento non proprio bello e magari chi ti sta accanto ti sta dicendo qualcosa tipo “un giorno, quando ti volterai indietro a pensare a questo momento ti verrà da ridere….” dico: perché aspettare un giorno? Fallo subito e nota come tutto cambia ora…
Tags: divertimento, fun theory, john la valle, livio sgarbi, patch adams, pnl
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Il tono di questo articolo è un po’ diverso dagli altri… non si parla specificamente di tecniche di PNL o di coaching… questo articolo va oltre, è una storia di vita vissuta, una splendida condivisione di una mia carissima amica e collega Coach Ekis: Silvia Pasqualetti. Mentre stamattina leggevo queste righe avevo gli occhi lucidi… e credo che il suo esempio possa essere di ispirazione a tante persone… non scrivo oltre, lascio la parola a Silvia. Goditi anche tu questa storia che parla di vita e morte, diamanti e risate…
Sono molto felice di avere la possibilità di dare il mio contributo in questo blog, perché ritengo Alessandro un grande professionista della PNL ed un caro amico. Vorrei aprire il mio dialogo con te attraverso una testimonianza diretta e personale. Non è mia abitudine parlare di me e della mia vita, però mi rendo conto che a volte l’esperienza di una persona può farci riflettere ed aiutare a comprendere meglio noi stessi e quello che ci circonda ed è con questa intenzione che ti scrivo.
Da quando sono nata credo che ridere sia la cosa che mi riesca meglio. Naturalmente la vita ti porta ad attraversare dei momenti in cui da ridere c’è ben poco, ma posso sostenere di essere riuscita a salvarmi grazie ad una risata.
Ti voglio raccontare perché. Diversi anni fa ho avuto un improvviso lutto familiare, che mi ha stravolto completamente l’esistenza. Dal giorno dell’avvenimento ho passato dei mesi in completa disperazione, come spesso capita in queste situazioni.
Ricordo che facevo di tutto per restare in quello stato: ascoltavo musica triste, mi chiudevo in casa, non mangiavo e tutte le cose che prima per me erano sempre state belle mi apparivano vuote. Volevo allontanarmi da quel dolore senza rendermi conto che più ci pensavo e più c’ero dentro. Se avessi saputo ciò che so ora in merito al focus!
Immaginati una bilancia, di quelle di una volta fatte di legno, in cui si caricavano da una parte gli oggetti da pesare e dall’altra i pesetti di contrappeso. In un piatto della mia bilancia c’erano una serie di diamanti grezzi, rari, preziosissimi. Ce n’erano tantissimi, ma molto piccoli e molto leggeri. Nell’altro piatto c’era un quintale di letame puzzolente, del bel liquame fresco di stalla. Il letame pesava molto di più dei diamanti, se osservavo l’ago della bilancia sembrava che essi non esistessero, tanta era la differenza di peso. Ho reso l’idea? Ero talmente sopraffatta dalla negatività da rendere invisibile tutto ciò che c’era di valore, in me e nella mia vita.
Poi accadde qualcosa di assolutamente magico.
Un giorno mi trovavo nel giardino di casa assorta nel mio solito torpore. Qualcuno cogliendomi alla sprovvista mi prese in braccio, mi caricò sulle sue spalle come un sacco di patate e si mise a correre facendomi sobbalzare per il giardino. Mi nacque una risata dalla pancia, di quelle spontanee, irrefrenabili, cristalline ed in quel momento ebbi una rivelazione, un breakthrough, un satori, un “flash”!
Mi resi conto che avevo riso, che ne ero ancora capace, che quindi ero viva! Da quel giorno tutto per me cambiò. Naturalmente il dolore della perdita è rimasto, ma io sapevo di poter vivere ed essere felice ancora, anche per onorare con la mia vita quella persona a me cara che una vita non ce l’aveva più. Nella mia bilancia interna uno dei miei diamanti era ritornato improvvisamente ad essere grosso e pesante, e per contro il letame pesava molto, molto meno. Questo mi ha fatto capire che potevo nutrire e rendere “ciccioni” anche gli altri miei diamanti, e così ho fatto. Ora è il letame ad essere senza peso, ed è anche inodore! Questo perché ho imparato ad usare i miei diamanti. So che hanno un peso decisivo nella scelta di come vivere quotidianamente al meglio di me.
Ho imparato che, e ne sono la prova vivente, la miccia che accende il cambiamento è istantanea. Quello che decidi di fare una volta accesa la miccia determinerà il tuo futuro, hai il potere di farla tornare cenere oppure hai il potere di renderla un fuoco eterno. Tutto quello che devi fare è essere pronto a cogliere i segnali e a fare concretamente qualcosa per mantenerla accesa.
Ho imparato anche che se non mi avessero fatta volare per il giardino come un sacco di patate probabilmente mi sarei accorta molto dopo di quello che mi stava accadendo.
Perciò se hai l’occasione, e con il Natale di occasioni ce ne saranno tante, regala una risata a chi ti è vicino. Potresti contribuire a cambiargli la vita.
Non credo servano ulteriori commenti se non… grazie Silvia
Tags: atteggiamento, divertimento, ridere, silvia pasqualetti
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Dopo quasi 20 anni di pallavolo giocata (proprio nel ruolo di alzatore) non posso non apprezzare queste parole dell’ALLENATORE che ha segnato il confine tra la vecchia e la nuova concezione di pallavolo, colui che ha portato la Nazionale Italiana a vincere più di chiunque altro… Mister Julio Velasco.
In questo post vorrei commentare un suo video che gira da qualche tempo su youtube e facebook. È parte di un intervento fatto in una convention aziendale, sono solo 3 minuti… ma credo siano un capolavoro di comunicazione efficace e persuasiva. Credo che Velasco sia una di quelle persone che Richard Bandler e John Grinder, agli albori della PNL, probabilmente avrebbero modellato come esempio di eccellenza comunicativa.
Si tratta di un video sul prendersi la propria RESPONS-ABILITÀ, vale a dire proprio l’abilità di rispondere ad una situazione che ci coinvolge. Una delle cose che spesso spiego in coaching è che purtroppo non sempre siamo messi nelle condizioni ideali per fare un compito come vorremmo (anzi, poche volte…), ma nessuno ci impedisce di fare del nostro meglio e soprattutto di essere persone che fanno accadere le cose: questa è tutta un’altra storia! La prima dipende dall’esterno, la seconda da te!
Sento tante persone che si lamentano per ciò che non hanno potuto ottenere con le risorse che non hanno avuto… iniziamo a pensare a ciò che possiamo creare con le risorse che abbiamo ora a disposizione e facciamo qualcosa!!! Come dice Velasco, “non parlare dell’alzata… risolvila!”
C’è una bellissima frase di George Bernard Shaw (che è diventata anche uno dei motti di Ekis) che dice: “Le persone che progrediscono nella vita sono coloro che si danno da fare per trovare le circostanze che vogliono e, se non le trovano, le creano”.
Buon lavoro!
Tags: atteggiamento, coaching, Julio Velasco, pallavolo, responsabilità, sport
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Come canterebbero i Black Eyed Peas da Oprah “I gotta feeling, that today’s gonna be a GOOD DAY”… anzi, ancora meglio, today’s gonna be a BEAUTIFUL DAY ![]()
Come ogni anno ritorna una delle giornate più belle organizzate dal mio grande amico e collega Livio Sgarbi… ed in questa edizione ci saranno fantastiche NOVITÀ.
Come???? Non sai ancora cos’è BEAUTIFUL DAY?????? Noooooooooooo… Va bene va bene, in poche parole… come Livio spiega bene anche nel suo blog, si tratta di una giornata di formazione che ogni anno (da 5 anni a questa parte) Ekis ha deciso di mettere a disposizione di tutte le persone (clienti, ex clienti, parenti, amici, ecc) a costo zero.
Un regalo natalizio che facciamo a te e a tutte le persone che vorranno beneficiarne; anche quelle persone che vorrebbero ma non possono permettersi di pagare un nostro corso di formazione.
Ma non è “solo un corso”, è anche un’occasione per incontrarsi, per conoscersi, per condividere e per confrontarsi con molte altre persone su temi di scottante attualità e/o sullo sviluppo personale.
Infine, è anche l’occasione per fare beneficenza. Si, perchè ogni anno sosteniamo una causa umanitaria importante rivolta a favore dei bimbi.
E qui entra in gioco un secondo regalo di Natale, quello che tu e gli altri partecipanti, farete a questi bimbi. L’ingresso al Beautiful Day infatti costa 25 euro che verranno appunto devoluti in beneficenza.
Te gusta????
Bena allora acchiappa subito l’occasione: http://www.beautifuldayekis.com
Ah già: dove e quando? BOLOGNA sabato 5 dicembre (troverai tutti i dettagli nella pagina dell’evento)!
Ti aspettiamo
Settimana piena di risultati nella danza! Direttamente dai Campionati Mondiali di Balli Caraibici in Repubblica Ceca arrivano 2 medaglie d’oro, 1 d’argento e 2 di bronzo per il centro danza La Rosa dei Venti. Vi presento i nuovi CAMPIONI MONDIALI di Salsa Shines e Merengue nonché indiscussi protagonisti dei campionati: Simone Sanfilippo e Serena Maso.
Più seguo come mental coach campioni professionisti nelle varie discipline, più mi rendo conto che il successo duraturo segue coloro che sono disposti a lavorare sodo.
C’è una bellissima frase di Paul “Bear” Bryant che dice “ciò che conta non è la volonta di vincere, quella ce l’hanno tutti. Ciò che conta è la volontà di prepararsi a vincere”.
Simone e Serena sono esempi indiscussi di questo atteggiamento. Quando ho iniziato a lavorare con loro 3 anni fa, nessuno mi ha mai detto “questi sono due talenti nati per la danza”… ma quando li ho visti allenarsi (in quantità di ore e qualità di lavoro) ho subito riconosciuto l’atteggiamento tipico dei campioni, quello che porta ad ottenere risultati: il non risparmiarsi e l’attenzione a tutto ciò che li può far migliorare (compreso il mio lavoro di mental coaching).
In PNL diciamo che il successo lascia delle tracce: nel caso di Simone e Serena queste tracce sono ben evidenti sul parquet in palestra.
Questo infatti è il segreto che ho riscontrato in tutti i campioni con cui ho fatto coaching: lavorano duro. Il talento da solo non basta. Chi ottiene successo si dà da fare e non si lamenta della fatica perché sa che fa parte del gioco che è impegnato a vincere. Ed è proprio ciò che lo appassiona.
Se vuoi ottenere risultati eccezionali deve essere disposto a fare degli sforzi eccezionali.
Complimenti raga, continuate così!
Eccoli di seguito in versione Showdance nella loro interpretazione de I pirati dei Caraibi… non male, eh?
Tags: atteggiamento, balli caraibici, campioni del mondo, coaching, danza sportiva, pirati dei caraibi, serena maso, simone sanfilippo
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Probabilmente ti starai chiedendo: “cosa c’entra Maria De Filippi con un blog che parla di pnl, coaching e sviluppo personale???“…
Se mi segui da qualche tempo saprai sicuramente che dal settembre 2006 ho iniziato a lavorare in qualità di mental coach la squadra che avrebbe rappresentato l’Italia ai campionati mondiali di Showdance.
Tra gli altleti che ho allenato, oltre a Simone (di cui ti ho parlato nel post precedente), spiccava una persona… all’epoca era un ragazzino ma con un talento raro: tutti gli insegnanti puntavano infatti su di lui per trascinare la squadra a fare una bella figura a livello internazionale… beh quella squadra ha vinto la medaglia d’oro nella categoria Production con “Cats” e quel ragazzo, superando totalmente le aspettative, si è andato a conquistare anche la medaglia d’oro nel passo a due e la medaglia d’oro nel assolo… 3 medaglie d’oro alla sua prima competizione mondiale!
Il nome di quel ragazzo è ANTONIO SISCA.
Dal mio punto di vista è meraviglioso lavorare con atleti come lui, perché sono coloro che non si risparmiano e danno l’anima negli allenamenti, che mettono in pratica subito i suggerimenti e ottengono risultati sempre migliori. Ogni volta che l’ho visto ballare mi ha tenuto incollato con la bocca spalancata, sa rendere semplice ed elegante anche la cosa più complicata, lo continuerei a guardare per ore…
Ho avuto già modo di parlare di lui in varie occasioni (e addirittura lo abbiamo avuto ospite al Beautiful Day), ma oggi lo faccio con orgoglio per un’occasione speciale.
Infatti alle 15.15 ora locale (mi trovo ad Edimburgo insieme a Richard Bandler e John La Valle per il corso Neuro Hypnotic Repatterning) ero in diretta telefonica con la mia Noe davanti alla tv ed è arrivata la notizia che Antonio ha vinto la “sfida” ed è entrato come nuovo concorrente/studente alla trasmissione Amici di Maria De Filippi in onda su Italia 1.
So che per Anto era un piccolo sogno già da qualche tempo… ed ora si può trasformare in una grande opportunità per la sua carriera.
In bocca al lupo Anto… anzi, come si dice nell’ambiente della danza, merd… merd… merd…
sono sicuro che ci emozionerai ancora!
Tags: amici, antonio sisca, coaching, danza sportiva, fids, maria de filippi, showdance, sport
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