Ci vogliono le palle per dire NO! PNL e coraggio

4 September, 2011

È ormai da fine giugno che sto portando avanti una trattativa per un progetto di pnl e mental coaching che, purtroppo, mi piace tantissimo. Scrivo “purtroppo” perché sto avendo a che fare con persone che non definirei “professionisti” e che, in altre circostanze, avrei già mandato abbondantemente a quel paese.

Nelle ultime due settimane ho chiamato in azienda il mio referente due volte al giorno, ogni giorno, mattino e pomeriggio. Non sono mai riuscito a parlargli una sola volta, mai!

La segretaria (ormai credo sospiri ogni volta che sente il mio nome) continua a mettermi in attesa per poi riprendere la linea e dirmi una di queste frasi a rotazione: “è in riunione”, “è fuori sede”, “è in ferie” (credo le abbia usate tutte :-) ), “rientra verso sera” (quando la gente normale esce dall’ufficio… questo è vero attaccamento al proprio lavoro!), “la faccio richiamare” hahahahahahahaha 😀

Se avessi uno che mi tampina in questo modo, gli risponderei per sfinimento!!!

Mi chiedo, cosa ci vuole per dire “NO, GRAZIE!”? È così semplice!

coraggio-e-pnlNO, grazie! Non mi interessa. Non credo sia utile il vostro servizio. Non abbiamo il budget per voi. Costate troppo. Non mi siete piaciuti. Abbiamo un’altra proposta. Vogliamo usare quel budget per fare dell’altro. Mi siete antipatici. Ieri notte ho fatto un sogno premonitore che mi ha messo in guardia su di voi… non lo so, ma dimmi qualcosa!!!!!!

Che senso ha non farsi trovare e non richiamare? Lo so, ci vogliono le palle per dire di NO.

Purtroppo mi rendo conto di quante persone facciano buon viso a cattivo gioco, quante persone ti dicano quanto sei splendido davanti e poi non sostengano la stessa opinione quando non sei presente. Beh, a mio avviso sono uomini piccoli!

Inizio ad apprezzare sempre di più quelli che ti dicono le cose in faccia, magari anche in modo un po’ rude (in tal caso consiglio di fare una visita qui :-) ), ma che hanno coerenza tra ciò che dicono e ciò che fanno.

Non ho più l’illusione di volere che tutti siano d’accordo con me e, a differenza del passato, ho accettato l’idea che ci siano persone che non credono in quello che faccio o non sono interessate a ciò che ho da dire. Ma dimmelo, non farti negare! Non tenermi in sospeso con la speranza che, prima o poi, io lasci perdere.

Credo che molto di questo comportamento abbia a che fare con la paura del giudizio o del non essere accettati (a tal proposito ti invito a leggere questo articolo che ho pubblicato qualche tempo fa).

Beh ho scoperto che le persone ti accettano e ti rispettano quando sei trasparente e coerente, anche quando non sono d’accordo con te! Le persone comprendono che tu possa cambiare idea (solo gli stupidi non cambiano mai idea). Magari all’inizio ci rimangono male, ma se sei chiaro e hai le tue motivazioni sanno che in futuro possono fidarsi di te perché sono consapevoli che dici le cose come stanno, invece di essere una banderuola al vento della convenienza.

Evidentemente i modi con cui comunichi sono importantissimi (e per questo ti invito nuovamente qui), ma la trasparenza è alla base!

Appello ai leader di società, aziende, squadre sportive, team di lavoro: siate trasparenti e abbiate coraggio. Quando sapete che una situazione è già delineata, affrontate subito l’eventuale difficoltà di parlare con quella persona. Ci rimarrà male? Molto probabilmente sì! Ma avrete salvato l’onore, l’autorevolezza e quasi certamente il rapporto futuro con quella persona. Anche questa è leadership!

Lo so, non è sempre semplice. Ci sono volte in cui siete animati da intenzioni nobili e non volete fare stare male una persona a cui tenete… ma comunque prima o poi lo verrà a sapere. Ed è meglio che lo sappia da voi direttamente invece che in modo distorto da altre persone.

Credo sia più bella l’idea che, un giorno, parlando di voi, quella persona possa dire qualcosa tipo: “non ha capito nulla di me, ha avuto una pessima idea ad allontanarmi. Ma mi ha sempre detto le cose come stavano… e per questo lo rispetto!”.

Purtroppo sono ancora troppo poche le persone a cui penso in questo modo.

Tags: , , , , , ,
| Commenti (18)



18 Commenti per: “Ci vogliono le palle per dire NO! PNL e coraggio”



  1. Mercedes

    Bravo Alle, bellíssimo articolo.
    Hai scritto il post che ho pensato di scrivere tante volte, e alla tua lista di managers, team leaders, ecc, aggiungo: i potenziali clienti che chiedono informazioni suoi corsi, ai quali uno dedica tempo prezioso, e poi non rispondono più al telefono quando devono darti una risposta. La risposta può anche essere No! basta dirlo, e uno si mette l’anima in pace.
    E ora condivido 😉
    Mercedes

  2. Milena

    Ciao Alle,
    condivido su tutta la linea quello che hai scritto e soprattutto mi tocca molto il pezzo in cui sostieni che la paura di dire no, è legata alla paura del giudizio e del non essere accettati.
    Secondo me sta proprio tutto lì, ancora una volta.

    Milena

  3. Andrea

    E’ abbastanza vero quello che racconti. Mi permetto di portarti un altro bit di informazione, un altro mezzo punto di vista.
    Prendere una decisione significa uccidere tutte le alternative: “Userò il budget da un altra parte?” “Mi porterà davvero il valore che mi aspetto?” “Le persone raccoglieranno questa iniziativa?”
    A volte si tergiversa anche per questo, per l’incapacità di trovare il tempo di uccidere le alternative :)
    Anche questo è management, anche questa è capacità, anche se non è detto che prendendo decisioni rapide tu le prenda necessariamente di valore.

    Poi, ritengo comunque che sia corretto rispondere (anche perchè il rispetto per chi lavora deve esistere, e sopratutto usare una segretaria, o comunque un’altra persona come barriera non è granchè anche nei suoi confronti) e dirlo apertamente “Aspetta, non ho ancora deciso, ma non ho neppure deciso per il no” :)
    Questo se l’iter decisionale è lineare, chiaro, definito e prevedibile (e nelle aziende che hanno almeno 20 persone direi che diventa difficile ;)).

    Ultimo, ma non per questo meno importante, è anche l’aspetto relativo a quanto tu gli renda questa frase semplice da dire :)
    Magari sei stato fantastico, positivo, entusiasta esimpatico ma anche carico di aspettative e quindi deluderle per il tuo referente è complesso.

    Scusa il bit di informazione, ma da gestore di un’azienda che, peraltro deve anche “vendere” sono stato spesso con i piedi in entrambe le scarpe.

    Un salutone ed in bocca al lupo per il lavoro al quale tieni.

  4. Alessandro Mora

    A Mercedes: verissimo!!! :-) Estendo l’appello anche a loro 😀
    A Milena: yes, la paura del giudizio e della non accettazione fanno fare cose stupide… ma quando una persona si rende conto che “non muore nessuno”, impara a fregarsene e ad andare per la propria strada!

  5. Federico

    ciao Alle,
    parole sante! purtroppo è una situazione sempre più frequente. Anche e soprattutto da parte proprio di quelle persone che si presentano sottolineando la propria coerenza e integrità. E poi ti fanno perdere mesi per paura di dirti che il portafogli è vuoto o che non hanno l’autonomia decisionale che hanno detto di avere… beh è talmente diffuso che quando incontri un persona che si prende le proprie responsabilità, fai festa. Che sia un cliente, un fornitore o un amico, a questo punto lo metti nell’Olimpo delle persone speciali. E lo privilegerai sempre! Essere corretti e coraggiosi spesso non è facile, ma paga sempre.
    un caro saluto

    Federico

  6. Rita

    Ciao Alle, come tu ben sai non ho difficoltà a dire ciò che penso . Nel lavoro soprattutto. Mi capitano personaggi pronti a vendermi aria fritta confezionata divinamente ( tua mamma ne sa qualcosa;), li ascolto, faccio mille domande e alla fine, non convinta dico di no subito. Amo il mio tempo e rispetto quello degli altri.. Così facendo nell’ambiente mi sono presa la nomina della ” stronza, rottweiller, cattiva” ecc.. Effettivamente mi rispettano e da un lato mi temono..nel lavoro mi vien facile, quando c’è un’amicizia decisamente il contrario , dir di no mi costava tanto. Hai paura di ferirlo, di deluderlo.. Poi, pagando sotto tutti gli aspetti ho deciso di dire no con le dovute maniere ma no..e gli amici che ho perso di sicuro non erano amici. :) Quando sono dall’altra parte, io che vendo ,che chiamo, se sento scuse lascio detto, o mando una mail.. “ti ho cercata, sei troppo impegnata e se hai “bisogno di risultati ” io sono qui.. Buona giornata ! Più di una volta ha funzionato…
    Ciao Coach Alle
    Rita Tabacchi

  7. Marco

    E’ vero, condivido e sottoscrivo. Questo siparietto succede anche nello sport, un altleta che non sa dire no al suo allenatore o un allenatore che non sa dire no alla dirigenza. A volte attaccare il ‘potere’ può incutere paura.
    Grazie ragazzi per gli spunti!
    Grazie Alle, quest’articolo mi piace!

    Marco Riccò

  8. Lorena

    Già…allenare la mia capacità di dire di no è stato un’altro scoglio da superare!!!… e direi che mi piace essere “trasparente e avere coraggio”…quando ci vuole ci vuole!!!

    un abbraccio e complimenti per la perseveranza!

  9. Alessandro Mora

    A Andrea: ottimo spunto e molto vero (resto sempre comunque dell’idea di comunicare l’attesa :-) ). Grazie per la doverosa aggiunta :-)

  10. marco m

    Caro Alle,
    complimenti per il testo che condivido e anche la frustrazione per la mancata risposta ;)… mi permetto di aggiungere che certi comportamenti non sono sempre e solo legati alla paura di dire di no; a volte c’è la paura di sbagliare, piuttosto che la difficoltà a prendere decisioni, a volte l’idea di essere degno di venerazione e volontà ( più o meno consapevole)di inferiorizzare l’altro. Ciò non toglie che siamo di fronte ad un comportamente riprovevole e fastidioso… Concordo con la tua “cura” :) e aggiungo anche rispetto. cosa te ne pare : coraggio e rispetto ? In fin dei conti avere coraggio di dire di no significa in primis avere rispetto di noi stessi, ma anche dell’altro.

  11. Roberto

    Ho letto e condivido quello che avete scritto e vorrei aggiungere la mia modesta opinione di come vivo questo tipo si esperienza.

    Riuscire a dire no richiede più energia se il “no” manca di una ragione motivante, oppure se lo vivo come un rifiuto, in tal caso mi immedesimo nella persona che riceve la risposta negativa e immagino la sensazione spiacevole che proverei e questo mi demotiva e mi fa tergiversare.

    Più tempo passa e più il senso di colpa aumenta e maggiore è la resistenza al dare una risposta.

    Quando vuoi veramente una cosa tendi a sviluppare delle aspettative che a loro volta aumentano l’attaccamento e questo ti porta all’accanimento e eventualmente alla delusione.

    Da questo ho imparato a lasciare andare. Una volta che ho fatto tutto quello potevo e nel momento in cui comincio a provare fastidio mollo. Ma non con rassegnazione semplicemente lascio andare le emozioni e le aspettative legate a quello che voglio ottenere, normalmente il risultato di questa azione è l’ottenimento. A volte anche no ma siccome non provo attaccamento non provo nemmeno dolore.

    Scusate la verbosità, perdonatemi se non siete d’accordo e grazie per aver letto fin qui.

  12. Alessandro Mora

    A Marco: verissimo, il rispetto è un ingrediente chiave! Quando rispetti l’altra persona trovi comunque un modo.

    A Roberto: yes, vista dalla parte del “coach” (colui che propone il servizio) evidentemente il “non innamorarsi” della trattativa è importantissimo per i motivi che hai spiegato.

    Bene bene, mi fanno piacere tutti questi spunti!!! Ottimo lavoro 😉

  13. Maria Luigia

    Sorrido leggendo il tuo articolo.
    “Sa di buono” come dico io, perchè, a ben pensarci, si tratta solo di sana e semplice “educazione”. Tanto quanto il “buongiorno” o il “grazie. Una volta ci insegnavano che “domandare è lecito e rispondere è cortesia”…una volta…Quindi, sorrido, capisco e comprendo.
    Faccio parte, grazie a Dio ma anche a mamma e papà, delle persone che non “mandano a dire”, che usano il buongiorno e anche il sorriso. Un passato (non tanto passato) da commerciale mi ha insegnato anche a stare dall’altra parte della barricata e credo che farebbe bene a tanti dei nostri “dirigenti”.
    Grazie per aver scritto oltre che aver detto!

  14. Monica

    Grande Alle!!! Condivido in pieno, bellissimo articolo che sprona ognuno ad assumersi la responsabilita’ della risposta…. Peccato per loro… Non sanno quel che si perdono….. Un abbraccione grande grande!!!!

  15. Pnl Ekis » Blog Archive » Maratona di New York: PNL e cambiamento - Alessandro Mora

    […] momento che in molti me lo avete chiesto, ad una settimana dal mio ultimo articolo e dopo altre 4 telefonate (lo so, ho abbassato il ritmo), non ho ancora avuto news sul progetto… […]

  16. Myriam

    Caro Alle,
    che bell’articolo! Mi piace! Interessante. Si può solo essere d’accordo con te 😉 Un grande abbraccio! E ancora grazie per l’esperienza vissuta con Marzia Cecilia :-) A presto Myriam

  17. Alessandro Mora

    Ciao Myriam :-)
    grazie per le tue parole e un grandissimo abbraccio a te e a Marzia Cecilia 😉
    A presto

    Alle

  18. barbara tribuzio

    ciao Allee !!!
    quanto vorrei che il tuo articolo lo leggessero i miei clienti !!! Belloooo !
    Ogni giorno dalla mattina alla sera sento pronunciarmi dei NO eppure continuo a sentire un forte stimolo nel continuare a convincere motivare e trasformarlo quando non riesco in un SI in un nì o in un forse… perchè sò che lo stesso coraggio e l’energia nel pronunciare un no lo si ha anche nel dire sì …. è un filo sottile… Cogliere l’ attimo per trascinare a dare la risposta che desideri e anche se negativa non sempre è quella definitiva……
    Lo sai, la soddisfazione più grande non è quando il sì è facile e semplice…….. e poi hai mai valutato che in alcuni casi un no o una mancata risposta da una parte può portarti in un’altra direzione (o più)che aspettava te per pronunciare un si che probabilmente non avresti mai valutato o considerato ? ….

    Alle per me chi non ha il coraggio di risponderti è perchè sà bene chi ha di fronte, ti stima e teme che tu possa convincerlo !….

    un abbraccio
    barbara

Corsi di PNL Ekis

Master in Coaching