La Sfida del Coach: PNL e atteggiamento che fa la differenza

16 June, 2013

reggiononlosa_pnl_sfida_coachChe inizio mattinata! Oggi scrivo dal Tecniche di Coaching, il corso che “chiude” la parte “didattica” del nostro Master in Coaching Ekis.
Oggi è una giornata particolare: la chiamiamo la “Sfida del Coach” e i nostri allievi futuri coach si stanno cimentando in alcune attività che li porteranno probabilmente piuttosto fuori dalla loro zona di comfort.

Perché facciamo questo?

Faccio un passo indietro.
Da sempre, la nostra filosofia quando formiamo dei Coach è quella di lavorare con le persone su tre classici livelli ben precisi: il sapere, il saper fare, il saper essere.

Il sapere è ovviamente la teoria: per quanto ci riguarda un buon coach deve avere degli ottimi strumenti e deve sapere come funzionano. Uno su tutti sono le strategie super efficaci della Programmazione Neuro Linguistica (PNL) di cui, ovviamente, sono il primo fan e utilizzatore (pensa un po’ :-)). E ovviamente anche tanti altri strumenti più legati a campi specifici.
Ma da solo il sapere non basta! Purtroppo il mondo è pieno di teorici che sanno parlarti di tutte le ultime tecniche e strategie, sanno tutti i nomi e le etichette (e bada bene, non sto dicendo che non sia importante, anzi!), ti sanno dire che il tono di voce vale il 38% nella comunicazione efficace… ma poi non applicano mezza cosa.

Il saper fare è infatti l’abilità pratica: un conto è aver ingoiato un’enciclopedia e saperne a memoria il contenuto, mentre è una cosa completamente diversa mettere in azione concreta ciò che sai e creare un cambiamento. Lo si dice spesso: “non mi importa quello che sai, ma ciò che fai con quello che sai”.
È la flessibilità dei tuoi comportamenti che fa la differenza. È il come applichi ciò che hai imparato che ti porterà o meno ai risultati voluti.

Il saper essere è invece legato alla personalità, allo standing, all’identità del coach. Ed è questa spesso la parte più difficile da allenare… ma credo la più cruciale.
Nella mia idea il Coach è una persona che sa fare accadere le cose, che influenza ciò che gli sta attorno. È una persona capace di affrontare le sfide, e con questo atteggiamento spesso (non sempre) le vince.

Ed eccoci quindi tornati alla giornata di oggi: la sfida del coach.

Oggi i nostri ragazzi saranno chiamati ad affrontare delle sfide mentali ed emozionali piuttosto impegnative. Bada bene, nessun carbone ardente da oltrepassare, o pali da scalare, o frecce da rompere, o tondini di ferro da piegare… nulla di così “semplice” (e con tutto il rispetto alle “prove speciali” che spesso si utilizzano ai corsi). Oggi affronteranno le loro possibili paure, i dialoghi interni depotenzianti, le convinzioni circa le loro abilità e quelle circa le altre persone, i loro possibili dubbi: in definitiva affronteranno loro stessi!

E il punto chiave starà nel come reagiranno a tutto ciò.

Anche stavolta non dipende dalla situazione e da ciò che accade… ma da come reagisci alla situazione in cui ti trovi.
Questo è uno dei più importanti muscoli che possiamo allenare, uno di quelli che ha fatto la differenza nella mia vita.

Qualche tempo fa ho scritto un articolo con un esempio di questo concetto, quando la pnl non conta: l’atteggiamento che fa la differenza… ed è esattamente quello che spiego in meno di 1 minuto in questo video sul mio “mondo alla rovescia” preparato per il Beautiful Day.

In bocca al lupo ragazzi per la vostra sfida, tirate fuori il meglio di voi: anche oggi farà la differenza :-)

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| Commenti (4)



4 Commenti per: “La Sfida del Coach: PNL e atteggiamento che fa la differenza”



  1. Anton Guido

    :)
    Ho pensato troppo a quell’Enciclopedia,dimenticando di averne una ancor più ampia ed efficace,dentro di me…L’eccessivo stato di veglia della razionalità,crea pantani che immobilizzano le nostre opportunità.
    Ascoltando dentro di noi,troveremo ciò che sappiamo,per affrontare qualsiasi sfida…(crescendo!)
    Pronti al decollo :)
    Anton Guido

  2. Alessandro Mora

    Bellaaaaa :-) grazie Anton Guido 😉
    Buon lavoro!

  3. Manuela Hjelseth

    Ciao Alessandro,

    Per me l’esempio di mondo alla rovescia è stato quando ho deciso di partecipare alla Marathona di Stoccolma nel 2011…con una preparazione lontanissima di quello che richiede una marathona mi sono “appoggiata” sulle mie risorse mentali…amettendo che un’ora prima della partenza il mio respiro era tutt’altro che calmo e bilanciato…
    Grazie per le tue parole nel blogg.
    Ciao :)

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Corsi di PNL Ekis

Master in Coaching