Dove vuoi andare? Direzioni ben formate in PNL

6 gennaio, 2010

Nello scorso post abbiamo visto come la PNL ci aiuta a verificare se un obiettivo è ben formato.
Sono partito dicendo “anno nuovo, propositi nuovi e tanta voglia di cominciare”. Bene, oggi vorrei darti qualche ulteriore spunto per utilizzare bene questa energia evitando di essere una di quelle persone che la perdono dopo qualche giorno appena ricominciato il tran tran quotidiano.

Tanto per iniziare la parola proposito non ti aiuta… infatti si tratta di una nominalizzazione (ossia un verbo che originariamente esprimeva un processo e che viene trasformato in un nome statico)… e, come credo avrai già sperimentato nella tua vita, con la staticità si ottiene proprio poco: occorre AGIRE!

Invece di fare propositi, inizia a stabilire delle direzioni. Prendi i tuoi obiettivi, le attività che ci sono da fare, i comportamenti e vedi te stesso mentre fai queste azioni nel futuro… iniziando proprio da ora.

Usa il potere della tua mente:

1) Pensa ai tuoi comportamenti (ricorda la regola numero 2 degli obiettivi ben formulati del post precedente) che ti permetteranno di ottenere ciò che vuoi.

2) Guarda te stesso (dissociato) mentre li fai in pratica.

3) Poi entra dentro te stesso (associato) e nota come stai. Usa tutti e 5 i sensi (cosa vedi, senti, provi, annusi, gusti) in modo da capire esattamente cosa ti aspetta e quanto ti piace. Ricordi la regola numero 4 del post precedente?

4) Esci fuori da te stesso (dissociato nuovamente) e guardati ancora mentre stai agendo.

Stabilisci la tua direzione! Richard Bandler sottolinea sempre di considerare le direzioni oltre che gli obiettivi: quando raggiungi un obiettivo è finita lì. Mentre quando ti stai muovendo in una direzione, questo diventa un processo di continua e costante evoluzione personale: stai meglio, ti comporti in modo migliore, ottieni risultati sempre migliori e, in definitiva, diventi una persona migliore.

John La Valle (presidente della Society of NLP – Richard Bandler) ripete continuamente: il conto in banca, la bella casa, la macchina nuova fiammante sono solo delle cose, delle ricompense che ti vengono date per i tuoi comportamenti. Fa in modo che i tuoi obiettivi siano guidati dai tuoi comportamenti, focalizzati su questi in modo che tu sappia come raggiungere quelle ricompense. E soprattutto perché magari qualcuno nel futuro ti potrà portare via la bella macchina, la casa o il conto corrente, ma se hai fatto tuoi i comportamenti potrai ricreare tutto ciò che desideri.

Parlando di direzioni, ti lascio con questo video che mi ha consigliato proprio John La Valle. Dura solo poco più di un minuto e può essere molto illuminante… buona visione.

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Un po’ di PNL per un fantastico 2010

1 gennaio, 2010

BUON ANNO :-) Eccoci arrivati al 1° gennaio del 2010. Anno nuovo, propositi nuovi e tanta voglia di cominciare.

In questo momento mi trovo con la mia dolce Noe, Paccino (solo per questi giorni soprannominato “Pancino” :-) ) e Silvia in uno splendido paesino tra i monti lombardi con una vista mozzafiato sul Lago Maggiore.

Mi sembra di essere sospeso nel tempo… case costruite in sassi, i salotti riscaldati dai camini e dal tepore delle persone raccolte intorno al fuoco, niente automobili, solo stradine pedonali che si ramificano tra le case, la piazzetta, la chiesa e quello che una volta era l’asilo… nessun negozio, niente commercio, niente rumori, in alcuni casi niente elettricità, solo candele e lampade ad olio… insomma, una vita di paese come una volta immerso in un meraviglioso scenario della natura…

E in luoghi così magici e fuori dal tempo è anche facile trovare ispirazione per pianificare gli obiettivi e i propositi per il nuovo anno. Non so se tu sia una di quelle persone che scrivono i propri obiettivi e le proprie aspirazioni prima di iniziare un percorso, sappi semplicemente che avere una direzione chiara è fondamentale per ottenere risultati importanti nella tua vita.

In questo post ti voglio dare alcuni classici accorgimenti che la PNL offre per capire se gli obiettivi che ti stai proponendo sono ben formati ed in linea con la direzione che vuoi prendere. Nel prossimo post ti aggiungerò alcuni spunti che ho ritrovato estremamente utili in anni di coaching e di “goal setting”.

Perciò pensa ad un’area della tua vita in cui vuoi pianificare il primo obiettivo per il 2010.

La prima domanda che ti faccio è: cosa vuoi per te in questo 2010? Prenditi un foglio di carta e qualche istante e scrivi la risposta a questa domanda. Cosa vuoi? Fai bene attenzione: non mi interessa sapere cosa NON vuoi più. Lascia perdere in questo istante le difficoltà che hai avuto, le persone che ti hanno messo i bastoni tra le ruote, i disagi e i malanni. Cosa vuoi ottenere in questo 2010 nel momento in cui decidi di impegnarti al massimo per raggiungerlo? In PNL diciamo: formula i tuoi obiettivi in termini positivi, ossia focalizzati su ciò che vuoi ottenere.

La seconda domanda è: sei tu in controllo e responsabile del raggiungimento di questo obiettivo oppure dipende da altre persone? Se sei tu il responsabile è ok, altrimenti riformulalo. Questo poiché tu puoi essere in controllo solo del tuo comportamento, delle tue sensazioni, dei tuoi pensieri, delle tue azioni… insomma di te stesso, e NON degli altri. Perciò il tuo obiettivo non può dipendere dalle decisioni e dalle azioni di un’altra persona.
Ti faccio un esempio semplice: se sei un genitore e volessi porti l’obiettivo “voglio che mio figlio cresca sano e si alimenti nel modo migliore e bla bla bla”… è facile intuire che non è sotto il tuo diretto controllo. Evidentemente lo puoi influenzare (facendo trovare cibi particolari in casa) ma non dipende solamente da te! In questo caso una buona formulazione dell’obiettivo potrebbe essere “voglio essere un buon modello di salute per mio figlio ed alimentarmi in modo sano bla bla bla”. Noti come l’essere un buon modello è in tuo totale controllo. In PNL si dice che un obiettivo sia iniziato e mantenuto dalla persona che lo desidera.

Passiamo alla terza domanda: cosa accadrà quando avrai raggiunto il tuo obiettivo? Come cambierà la tua vita? Come cambierà il rapporto con le persone che ti stanno attorno? Che conseguenze avrà il raggiungimento del tuo obiettivo nella tua vita personale? Sul lavoro? Con i tuoi amici? Nel tuo tempo libero? Con i tuoi hobbies?
Poco spesso viene fatta questa considerazione (purtroppo anche nella pianificazione che ho visto fare da alcuni coach con i propri clienti) che invece credo sia di fondamentale importanza: ogni nuova azione, comportamento, risultato porta con sé delle conseguenze e dobbiamo esserne consapevoli e preventivarle (nei limiti del possibile) per non ritrovarci un giorno a dire cose tipo “se all’epoca l’avessi saputo non mi sarei messo a fare tutta sta roba”… beh se all’epoca ti fossi fatto la domanda magari… :-) in PNL questo è il cosiddetto controllo ecologico.

Infine, ultima domanda: che immagini vedrai quando avrai raggiunto questo obiettivo? Cosa dirai a te stesso? Cosa ti diranno le persone attorno a te? Come starai e che sensazioni proverai una volta raggiunto questo obiettivo? Sii specifico: dove ti trovi? Con chi? Cosa stai facendo? Fa in modo che il tuo cervello comprenda pienamente e specificamente dove vuoi andare… in questo modo ti ci porterà più facilmente e velocemente. Questo è ciò che in PNL significa verificabile nell’esperienza e basato sui sensi (vista, udito, tatto, olfatto e gusto). Immaginalo e scrivi sul foglio.

Molto bene, ora dovresti avere in mano una lista di obiettivi ben formati… sappi che in questo momento hai appena aumentato concretamente la tua percentuale di riuscita! Ottimo lavoro! Nel prossimo post continuerò con ulteriori spunti pratici.

Un abbraccio e ti faccio ancora i miei migliori auguri per uno straordinario 2010 :-)

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The Fun Theory: PNL e divertimento

20 dicembre, 2009

Il giornalista Norman Cousins ne ha fatto uno slogan negli anni ottanta. Il dott. Patch Adams ha introdotto questa idea nella medicina convenzionale. Silvia ce l’ha ricordato nell’ultimo post e, se ciò non bastasse, già da qualche tempo è stato dimostrato scientificamente dalla psico-neuro-endocrino-immunologia (PNEI) e dalla gelotologia: DIVERTIRSI FA BENE :-)

Ormai è risaputo da tutti, eppure vedo tantissime persone che girano per strada con le facce scure e contratte. Per molta gente quella è purtroppo diventata l’espressione di default e la cosa più preoccupante è che ne scaturisce una serie di emozioni che condizionano il nostro modo di pensare e i nostri comportamenti. Pensaci: se oggi scegliessi di uscire di casa radioso e sorridente potresti addirittura incontrare persone che ti dicono “…zzo c’hai da ridere?”. È un paradosso!

John La Valle (presidente della Society of NLP – Richard Bandler) inizia sempre i suoi corsi con una domanda: “Chi tra di voi vuole sentirsi bene senza nessuna ragione?”… Sentirsi bene senza nessuna ragione, un concetto che amo! Come direbbe Covey potremmo fare un bel salto di paradigma e, incontrando gli amici per strada, chiedere loro: “…zzo c’hai da stare arrabbiato?”.

Quanto è contagiosa una bella risata? :-) Se iniziassimo a stare bene senza nessuna ragione ed eventualmente ad essere scuri e contratti solo se c’è un motivo per cui realmente ne valga la pena, sono sicuro che cambierebbe la qualità delle nostre giornate.
Come dice il mio amico e collega Livio Sgarbi: “Vuoi che il tuo lavoro e la tua vita ti diano passione, gioia e divertimento? C’è un unico modo: metti passione, gioia e divertimento nel tuo lavoro e in ciò che fai ogni giorno della tua vita!”.

Forse obietterai: sì vabbè, facile a dirsi, ma come farlo?

Guarda come queste persone hanno applicato questo concetto nel sociale e i risultati che hanno ottenuto. Si chiama “The Fun Theory”. Ovviamente queste sono “piccole cose” ma, se portate nella tua quotidiana realtà, possono fare una grande differenza.

Quando ti diverti il tuo mondo cambia.

Vediamo qualche spunto:

Ti piace la musica? Fatti la tua colonna sonora divertente e tienila in sottofondo mentre lavori e mentre fai le tue cose quotidiane. Se per qualche ragione non puoi, usa l’ipod che hai nel cervello :-) se riesci a riprodurre nella tua testa le parole e il tono di chi ti fa arrabbiare, non avrai problemi ad ascoltare le canzoni che ti piacciono a ripetizione: mi sembra un’idea più furba ;-)

Metti come suoneria del cellulare una musica che ti faccia sorridere :-) io lo faccio sempre quando il telefono inizia a squillare troppo spesso…

In ufficio: metti sulla tua scrivania qualcosa di divertente, una bella ancora che ti faccia stare bene appena la guardi. Usa immagini divertenti come sfondo del desktop (e del cellulare).

In palestra: vacci con un amico divertente, uno di quelli che ti fa sorridere appena lo guardi in faccia. E fai qualcosa di divertente dopo ogni seduta.

Con gli amici: racconta barzellette. Usa l’autoironia (è una delle più grandi risorse che abbiamo!).

Guarda film e spettacoli divertenti. Non sempre solo roba impegnata o drammi o tg… che palle!

Fatti la domanda più intelligente di tutte: come posso divertirmi mentre faccio quello che sto facendo?

Semplicemente… SORRIDI! Anche la famosa risata “finta e non spontanea” produce quella biochimica che ti porta tutti gli effetti benefici di cui hai sentito parlare migliaia di volte! Infatti basta solo il movimento muscolare, gli angoli della bocca che si muovono verso l’alto… dai che si va! :-)

E soprattutto se tu sei una di quelle persone che sta vivendo un momento non proprio bello e magari chi ti sta accanto ti sta dicendo qualcosa tipo “un giorno, quando ti volterai indietro a pensare a questo momento ti verrà da ridere….” dico: perché aspettare un giorno? Fallo subito e nota come tutto cambia ora…

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Diamanti e risate

12 dicembre, 2009

Il tono di questo articolo è un po’ diverso dagli altri… non si parla specificamente di tecniche di PNL o di coaching… questo articolo va oltre, è una storia di vita vissuta, una splendida condivisione di una mia carissima amica e collega Coach Ekis: Silvia Pasqualetti. Mentre stamattina leggevo queste righe avevo gli occhi lucidi… e credo che il suo esempio possa essere di ispirazione a tante persone… non scrivo oltre, lascio la parola a Silvia. Goditi anche tu questa storia che parla di vita e morte, diamanti e risate…

Sono molto felice di avere la possibilità di dare il mio contributo in questo blog, perché ritengo Alessandro un grande professionista della PNL ed un caro amico. Vorrei aprire il mio dialogo con te attraverso una testimonianza diretta e personale. Non è mia abitudine parlare di me e della mia vita, però mi rendo conto che a volte l’esperienza di una persona può farci riflettere ed aiutare a comprendere meglio noi stessi e quello che ci circonda ed è con questa intenzione che ti scrivo.

Da quando sono nata credo che ridere sia la cosa che mi riesca meglio. Naturalmente la vita ti porta ad attraversare dei momenti in cui da ridere c’è ben poco, ma posso sostenere di essere riuscita a salvarmi grazie ad una risata.
Ti voglio raccontare perché. Diversi anni fa ho avuto un improvviso lutto familiare, che mi ha stravolto completamente l’esistenza. Dal giorno dell’avvenimento ho passato dei mesi in completa disperazione, come spesso capita in queste situazioni.

Ricordo che facevo di tutto per restare in quello stato: ascoltavo musica triste, mi chiudevo in casa, non mangiavo e tutte le cose che prima per me erano sempre state belle mi apparivano vuote. Volevo allontanarmi da quel dolore senza rendermi conto che più ci pensavo e più c’ero dentro. Se avessi saputo ciò che so ora in merito al focus!

Immaginati una bilancia, di quelle di una volta fatte di legno, in cui si caricavano da una parte gli oggetti da pesare e dall’altra i pesetti di contrappeso. In un piatto della mia bilancia c’erano una serie di diamanti grezzi, rari, preziosissimi. Ce n’erano tantissimi, ma molto piccoli e molto leggeri. Nell’altro piatto c’era un quintale di letame puzzolente, del bel liquame fresco di stalla. Il letame pesava molto di più dei diamanti, se osservavo l’ago della bilancia sembrava che essi non esistessero, tanta era la differenza di peso. Ho reso l’idea? Ero talmente sopraffatta dalla negatività da rendere invisibile tutto ciò che c’era di valore, in me e nella mia vita.

Poi accadde qualcosa di assolutamente magico.

Un giorno mi trovavo nel giardino di casa assorta nel mio solito torpore. Qualcuno cogliendomi alla sprovvista mi prese in braccio, mi caricò sulle sue spalle come un sacco di patate e si mise a correre facendomi sobbalzare per il giardino. Mi nacque una risata dalla pancia, di quelle spontanee, irrefrenabili, cristalline ed in quel momento ebbi una rivelazione, un breakthrough, un satori, un “flash”!

Mi resi conto che avevo riso, che ne ero ancora capace, che quindi ero viva! Da quel giorno tutto per me cambiò. Naturalmente il dolore della perdita è rimasto, ma io sapevo di poter vivere ed essere felice ancora, anche per onorare con la mia vita quella persona a me cara che una vita non ce l’aveva più. Nella mia bilancia interna uno dei miei diamanti era ritornato improvvisamente ad essere grosso e pesante, e per contro il letame pesava molto, molto meno. Questo mi ha fatto capire che potevo nutrire e rendere “ciccioni” anche gli altri miei diamanti, e così ho fatto. Ora è il letame ad essere senza peso, ed è anche inodore! Questo perché ho imparato ad usare i miei diamanti. So che hanno un peso decisivo nella scelta di come vivere quotidianamente al meglio di me.

Ho imparato che, e ne sono la prova vivente, la miccia che accende il cambiamento è istantanea. Quello che decidi di fare una volta accesa la miccia determinerà il tuo futuro, hai il potere di farla tornare cenere oppure hai il potere di renderla un fuoco eterno. Tutto quello che devi fare è essere pronto a cogliere i segnali e a fare concretamente qualcosa per mantenerla accesa.

Ho imparato anche che se non mi avessero fatta volare per il giardino come un sacco di patate probabilmente mi sarei accorta molto dopo di quello che mi stava accadendo.
Perciò se hai l’occasione, e con il Natale di occasioni ce ne saranno tante, regala una risata a chi ti è vicino. Potresti contribuire a cambiargli la vita.

Non credo servano ulteriori commenti se non… grazie Silvia :-)

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Diventa una persona che fa accadere le cose

4 dicembre, 2009

Dopo quasi 20 anni di pallavolo giocata (proprio nel ruolo di alzatore) non posso non apprezzare queste parole dell’ALLENATORE che ha segnato il confine tra la vecchia e la nuova concezione di pallavolo, colui che ha portato la Nazionale Italiana a vincere più di chiunque altro… Mister Julio Velasco.

In questo post vorrei commentare un suo video che gira da qualche tempo su youtube e facebook. È parte di un intervento fatto in una convention aziendale, sono solo 3 minuti… ma credo siano un capolavoro di comunicazione efficace e persuasiva. Credo che Velasco sia una di quelle persone che Richard Bandler e John Grinder, agli albori della PNL, probabilmente avrebbero modellato come esempio di eccellenza comunicativa.

Si tratta di un video sul prendersi la propria RESPONS-ABILITÀ, vale a dire proprio l’abilità di rispondere ad una situazione che ci coinvolge. Una delle cose che spesso spiego in coaching è che purtroppo non sempre siamo messi nelle condizioni ideali per fare un compito come vorremmo (anzi, poche volte…), ma nessuno ci impedisce di fare del nostro meglio e soprattutto di essere persone che fanno accadere le cose: questa è tutta un’altra storia! La prima dipende dall’esterno, la seconda da te!

Sento tante persone che si lamentano per ciò che non hanno potuto ottenere con le risorse che non hanno avuto… iniziamo a pensare a ciò che possiamo creare con le risorse che abbiamo ora a disposizione e facciamo qualcosa!!! Come dice Velasco, “non parlare dell’alzata… risolvila!” :-)

C’è una bellissima frase di George Bernard Shaw (che è diventata anche uno dei motti di Ekis) che dice: “Le persone che progrediscono nella vita sono coloro che si danno da fare per trovare le circostanze che vogliono e, se non le trovano, le creano”.

Buon lavoro!

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Beautiful Day

1 dicembre, 2009

Come canterebbero i Black Eyed Peas da Oprah “I gotta feeling, that today’s gonna be a GOOD DAY”… anzi, ancora meglio, today’s gonna be a BEAUTIFUL DAY :-)
Come ogni anno ritorna una delle giornate più belle organizzate dal mio grande amico e collega Livio Sgarbi… ed in questa edizione ci saranno fantastiche NOVITÀ.

Come???? Non sai ancora cos’è BEAUTIFUL DAY?????? Noooooooooooo… Va bene va bene, in poche parole… come Livio spiega bene anche nel suo blog, si tratta di una giornata di formazione che ogni anno (da 5 anni a questa parte) Ekis ha deciso di mettere a disposizione di tutte le persone (clienti, ex clienti, parenti, amici, ecc) a costo zero.
Un regalo natalizio che facciamo a te e a tutte le persone che vorranno beneficiarne; anche quelle persone che vorrebbero ma non possono permettersi di pagare un nostro corso di formazione.

Ma non è “solo un corso”, è anche un’occasione per incontrarsi, per conoscersi, per condividere e per confrontarsi con molte altre persone su temi di scottante attualità e/o sullo sviluppo personale.
Infine, è anche l’occasione per fare beneficenza. Si, perchè ogni anno sosteniamo una causa umanitaria importante rivolta a favore dei bimbi.

E qui entra in gioco un secondo regalo di Natale, quello che tu e gli altri partecipanti, farete a questi bimbi. L’ingresso al Beautiful Day infatti costa 25 euro che verranno appunto devoluti in beneficenza.

Te gusta???? :-)

Bena allora acchiappa subito l’occasione: http://www.beautifuldayekis.com

Ah già: dove e quando? BOLOGNA sabato 5 dicembre (troverai tutti i dettagli nella pagina dell’evento)!

Ti aspettiamo ;-)

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Simone e Serena Campioni del Mondo

17 novembre, 2009

Settimana piena di risultati nella danza! Direttamente dai Campionati Mondiali di Balli Caraibici in Repubblica Ceca arrivano 2 medaglie d’oro, 1 d’argento e 2 di bronzo per il centro danza La Rosa dei Venti. Vi presento i nuovi CAMPIONI MONDIALI di Salsa Shines e Merengue nonché indiscussi protagonisti dei campionati: Simone Sanfilippo e Serena Maso.

Più seguo come mental coach campioni professionisti nelle varie discipline, più mi rendo conto che il successo duraturo segue coloro che sono disposti a lavorare sodo.
C’è una bellissima frase di Paul “Bear” Bryant che dice “ciò che conta non è la volonta di vincere, quella ce l’hanno tutti. Ciò che conta è la volontà di prepararsi a vincere”.

Simone e Serena sono esempi indiscussi di questo atteggiamento. Quando ho iniziato a lavorare con loro 3 anni fa, nessuno mi ha mai detto “questi sono due talenti nati per la danza”… ma quando li ho visti allenarsi (in quantità di ore e qualità di lavoro) ho subito riconosciuto l’atteggiamento tipico dei campioni, quello che porta ad ottenere risultati: il non risparmiarsi e l’attenzione a tutto ciò che li può far migliorare (compreso il mio lavoro di mental coaching).

In PNL diciamo che il successo lascia delle tracce: nel caso di Simone e Serena queste tracce sono ben evidenti sul parquet in palestra.
Questo infatti è il segreto che ho riscontrato in tutti i campioni con cui ho fatto coaching: lavorano duro. Il talento da solo non basta. Chi ottiene successo si dà da fare e non si lamenta della fatica perché sa che fa parte del gioco che è impegnato a vincere. Ed è proprio ciò che lo appassiona.
Se vuoi ottenere risultati eccezionali deve essere disposto a fare degli sforzi eccezionali.

Complimenti raga, continuate così!

Eccoli di seguito in versione Showdance nella loro interpretazione de I pirati dei Caraibi… non male, eh?

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Amici di Maria De Filippi: entra Antonio

14 novembre, 2009

Probabilmente ti starai chiedendo: “cosa c’entra Maria De Filippi con un blog che parla di pnl, coaching e sviluppo personale???“…

Se mi segui da qualche tempo saprai sicuramente che dal settembre 2006 ho iniziato a lavorare in qualità di mental coach con la squadra che avrebbe rappresentato l’Italia ai campionati mondiali di Showdance.
Tra gli altleti che ho allenato, oltre a Simone (di cui ti ho parlato nel post precedente), spiccava una persona… all’epoca era un ragazzino ma con un talento raro: tutti gli insegnanti puntavano infatti su di lui per trascinare la squadra a fare una bella figura a livello internazionale… beh quella squadra ha vinto la medaglia d’oro nella categoria Production con “Cats” e quel ragazzo, superando totalmente le aspettative, si è andato a conquistare anche la medaglia d’oro nel passo a due e la medaglia d’oro nel assolo3 medaglie d’oro alla sua prima competizione mondiale!

Il nome di quel ragazzo è ANTONIO SISCA.

Dal mio punto di vista è meraviglioso lavorare con atleti come lui, perché sono coloro che non si risparmiano e danno l’anima negli allenamenti, che mettono in pratica subito i suggerimenti e ottengono risultati sempre migliori. Ogni volta che l’ho visto ballare mi ha tenuto incollato con la bocca spalancata, sa rendere semplice ed elegante anche la cosa più complicata, lo continuerei a guardare per ore…

Ho avuto già modo di parlare di lui in varie occasioni (e addirittura lo abbiamo avuto ospite al Beautiful Day), ma oggi lo faccio con orgoglio per un’occasione speciale.
Infatti alle 15.15 ora locale (mi trovo ad Edimburgo insieme a Richard Bandler e John La Valle per il corso Neuro Hypnotic Repatterning) ero in diretta telefonica con la mia Noe davanti alla tv ed è arrivata la notizia che Antonio ha vinto la “sfida” ed è entrato come nuovo concorrente/studente alla trasmissione Amici di Maria De Filippi in onda su Italia 1.
So che per Anto era un piccolo sogno già da qualche tempo… ed ora si può trasformare in una grande opportunità per la sua carriera.

In bocca al lupo Anto… anzi, come si dice nell’ambiente della danza, merd… merd… merd… ;-) sono sicuro che ci emozionerai ancora!

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Volare… una nuova visione della mia realtà quotidiana

10 novembre, 2009

aereoChissà quante volte sono entrato in aeroporto in partenza per le mete più disparate… chissà quante volte sono passato sotto il metal detector per i controlli… e quante volte ho aspettato in fila al gate per imbarcarmi…

Ma quella che sto per raccontarti è tutta un’altra storia, una volta SPECIALE che non scorderò mai! Infatti l’aeroporto era praticamente deserto, nessun bagaglio, controlli rapidissimi e l’equipaggio composto da quattro persone me compreso…

Nessun boeing né airbus ad aspettarci… ma un piccolo aeroplanino (credo fosse un piper) tutto per noi!!!
Avevo infatti in programma di andare a Torino per fare una sessione di sport coaching con i ragazzi del centro danza La Rosa dei Venti che la settimana prossima partiranno in rappresentanza dell’Italia per i campionati Mondiali di Showdance in Germania, quando il mio amico Simo (al secolo Simone Sanfilippo Tabò) - che, oltre ad essere il detentore della Coppa del Mondo di balli caraibici in coppia con Serena Maso, è anche da poco diventato pilota di aerei - mi ha fatto la proposta indecente: “perché non vieni su un po’ prima e ci andiamo a fare un volo sopra Torino?
Beh, non aveva ancora finito di fare la domanda che ero già carico come una molla!!!

Ed eccomi lì, aereo pronto per la partenza, controlli di rito effettuati, tutti a bordo… mi siedo al posto del co-pilota, allaccio la cintura e chiudo il portellone.
Simo ci istruisce con grande precisione sulle procedure di emergenza (ecco, questa è l’unica parte in cui avrei preferito la hostess ;)  ): tutto chiaro. Siamo pronti a partire!
Primo contatto radio con la torre di controllo: che figo, mi sembrava di essere all’estero, un dialogo quasi incomprensibile tra Simo e l’addetto alle comunicazioni che cominciavano a scambiarsi numeri, coordinate, frequenze… io intanto ammiro il pannello di controllo, i tasti, le luci, le due cloche… mi vien voglia di toccare tutto quanto, ma mi trattengo… :D

Ed ecco che l’aereo inizia il rullaggio sulla pista, aspettiamo il nostro turno… la torre ci comunica che è il nostro momento… motori al massimo con obiettivo 70 miglia orarie e… decollo!!!
Una sensazione che avrò provato centinaia di volte, durante la quale di solito mi addormento con la testa appoggiata al finestrino, quella conosciuta sensazione di gravità che mi spinge sul sedile, mi culla e mi concilia il sonno… :D  ma stavolta no, sono lì super attento ed esaltato come un bambino carico di apettative. Guardo fuori, poi i comandi, poi Simone, poi fuori ancora… Non mi perdo un attimo, voglio godermi ogni secondo di questa magnifica avventura.

Prendiamo quota e iniziamo il nostro viaggio… primo obiettivo Chivasso, poi lago di Viverone dove iniziamo a fare un po’ di manovre (ho pilotato anche io per un po’ hihihihi :-)): virate, salite, discese, finta di stallo… insomma Simo ce le ha fatte provare tutte… altro che Disney World!!!! Poi via in direzione Biella dove facciamo un “touch and go”, che significa atterrare e subito ri-decollare… come Tom Cruise in Top Gun, ecco quella era la mia immagine mentale :D

È bellissimo vivere un’esperienza comune, qualcosa che fai spessissimo, ma da un punto di vista completamente diverso. Vivere una situazione ormai diventata quotidiana e “noiosa” e riscoprirne il lato emozionante e divertente.

Sono sicuro che durante il mio prossimo viaggio aereo, mentre guarderò fuori dal finestrino prima di addormentarmi, mi ritorneranno in mente quelle immagini, quei suoni radio e i cicalini, quelle sensazioni straordinarie di quel sabato mattina sopra i cieli di Torino.
Grazie Simo per questa magnifica nuova visione della mia quotidiana realtà.

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PNL per medici e operatori sanitari

2 novembre, 2009

In questi 2 mesi mi sto dedicando quasi completamente ai medici! Ho appena finito un paio di corsi per loro e ne avrò ancora il mese prossimo.

Mi piace molto fare corsi con i medici. Sarà che il mio background universitario è proprio medicina e chirurgia e mi ricordo molto bene cosa mi ha fatto scegliere di non intraprendere la carriera del “dottore”… sarà che i medici sono tra le persone più importanti nel momento della necessità… sarà che il potere persuasivo del “camice bianco” è enorme e nessuno insegna loro come utilizzarlo… non lo so, ma sono sempre contento di poter dare il mio contributo.

L’altro giorno stavo proprio facendo questa considerazione: un paziente di fronte al medico è tendenzialmente in uno stato mentale ed emozionale alterato (vedi stato di lieve trance) in cui il suo cervello è molto ricettivo a ciò che viene detto/fatto in quel momento. Questo è il punto da cui parto nell’introdurre l’importanza della comunicazione Medico-Paziente.

Credo che almeno una volta nella vita tutti ci siamo trovati in una situazione di malattia fisica più o meno grave. Hai notato che in quel momento le parole del medico arrivano dall’alto al basso con una forza imponente? Sostanzialmente è la forza dello studioso saggio verso l’ignorante e impaurito. E se le parole in quel momento sono così potenti, bisogna sapere sceglierle “con cura”.

Ecco, mi sono reso conto che alcuni medici non lo fanno! Non per cattiveria, ma perché nessuno l’ha insegnato loro e perché non si rendono conto delle implicazioni future delle loro parole! Quando il medico ha fatto la diagnosi, ha deciso la terapia da intraprendere ed è pronto per iniziare “l’alleanza terapeutica” deve capire che il come comunica il tutto avrà un impatto emozionale di rilievo sul paziente, che aumenterà o diminuirà l’efficacia della terapia, accorcerà od allungherà i tempi di recupero.

Per questo motivo dico: medici, attenti a cosa esce dalla vostra bocca in quel momento! Penso al consenso informato. Leggere/dire al paziente i rischi eventuali della terapia, metterlo al corrente di tutte le informazioni disponibili sulla sua salute è tendenzialmente una buona cosa… MA il COME lo fate è cruciale per il suo e vostro futuro.

Ho sentito con le mie orecchie dei medici fare delle vere e proprie induzioni (con tanto di comandi post-ipnotici) sul dolore che avrebbe provato il paziente al risveglio, su quanto dura e lunga sarebbe stata la convalescenza… e l’inconscio del nostro povero paziente in stato mentale super-ricettivo era lì che assorbiva tutto quanto… questo è stupido, gioca contro il paziente, contro i familiari, contro il dottore e contro la struttura sanitaria.

D’altra parte leggerlo o dirlo in tono completamente neutro (a patto che ci riusciate) lascia al paziente la scelta del proprio tono (dialogo interno) in cui leggerlo… e anche questo alla fine sarà influenzato da un’incompleta visione della realtà. Quindi non lo consiglio.

Rimane quindi solo la comunicazione con un tono di voce “utile” (e l’utilità dipende proprio dal vostro obiettivo). Chiedetevi dunque: “qual è il mio obiettivo nei prossimi minuti?

Motivare il paziente ad intraprendere la terapia? Spaventarlo? Fargli pensare ai risultati che avrà nonostante gli sforzi iniziali? Indirizzare la mente verso pensieri positivi perché tanto i negativi non servono? Sdrammatizzare e ricontestualizzare la situazione? Fargli prendere più responsabilità? Fare in modo che sia determinato lungo tutto il percorso? Infondergli fiducia nel percorso terapeutico che abbiamo scelto?

A seconda della risposta vi servirà una comunicazione appropriata che dipende da ciò che dite e da COME lo dite.

Lo so che non è sempre semplice, me ne rendo conto. Ma la consapevolezza spesso è il primo passo verso il cambiamento. Se hai domande specifiche sul tema (molto ampio) scrivimi e sarò felice di darti il mio contributo.

In bocca al lupo dottori, ricordate che siete importanti per noi ;-)

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