Phobia day

10 May, 2009

In questo momento, mentre sto scrivendo, mi trovo a Londra. È appena terminato un “Phobia Day”, ossia una giornata entusiasmante di corso guidata da Richard Bandler in cui abbiamo aiutato circa 150 persone a superare le loro paure, fobie ed ansie… tutte in una giornata!

Rimango sempre impressionato ogni volta che penso a quanto poco basti per cambiare enormemente in meglio la qualità di vita di una persona. Il tempo di applicare una tecnica e la meravigliosa “learning machine” che abbiamo nella scatola cranica generalizza questa esperienza e la estende alle altre aree della nostra vita.

Uno degli aspetti che sottolineo all’inizio di ogni corso è che la PNL non è terapia (anche se può essere decisamente terapeutica!), ma è una serie di stumenti per educare il tuo cervello a pensare in modo più utile.

La prima parola chiave è PENSARE… eh sì perché la paura non è nel ragno, nel serpente, nel pubblico, nell’aereo, nell’ago… ma è nella tua mente: infatti basta che una persona pensi all’oggetto della sua paura e subito ne avverte il disagio, anche se fisicamente non c’è nessuna minaccia. E prendere consapevolezza di ciò è figo perché significa che dipende da te e puoi superarla!

La seconda parola (in questo caso è una frase) chiave è IN MODO PIÙ UTILE. Oggi Richard ha detto una cosa che, nella sua semplicità, mi ha illluminato: “ogni film di guerra, se lo guardi all’indietro (dalla fine all’inizio), diventa un film di pace… infatti le case si ricostruiscono, le bombe tornano sugli aerei che atterrano nelle basi, tutte le armi vengono smantellate e ridotte ai singoli elementi che infine vengono sotterrati”. Una storia completamente diversa.
Beh sono quasi 15 anni che applico la tecnica della “Fast phobia cure” (che insegno anche al PNL Practitioner) ma non avevo mai dato una spiegazione così semplice e diretta!

E allora una domanda mi sorge spontanea: stai pensando anche tu in modo utile in questo momento? I tuoi pensieri ti fanno stare bene? Se la risposta è no, fai andare il film all’indietro… e guarda cosa succede!

| Commenti (5)



5 Commenti per: “Phobia day”



  1. Gilberto Veronese

    Grazie Alle le tue chicche sono sempre utilissime

  2. LACRI

    Come lo godo il Sig. Bandler!! Anche se non è sempre facile, occorre guardare la stessa situazione con “occhiali” diversi
    (hai presente quelli dei film in 3D?) Grazie Alle!

  3. mel matteo

    beh, voglio aggiungere la mia testimonianza. la paura dell’altezza… io sono sempre stato male solo a guardare uno che si sporgeva da un secondo piano di un palazzo… alle volte mi girava la testa quasi da svenire… poi, se mi sporgevo io da un posto troppo in alto, la reazione era tremenda: il mio istinto mi diceva di lanciarmi! ed io,nella norma, non sono un manico suicida!!! ho provato a vincerle con una tecnica coraggiosa… il paracadutismo.. prima militare, poi sportivo… mi sono sempre divertito ma sull’aereo l’effetto dell’altezza era decisamente differente rispetto all’effetto dell’altezza di un posto che avesse un collegamento al suolo (torre, palazzo, strapiombo in montagna, ecc)e la paura infatti è rimasta… poi il bunjee jumping aveva le caratteristiche giuste per terrorizzarmi quindi volevo provare con quello..ma al momento del salto le gambe mi si sono completamente bloccate e il “video” dei miei pensieri si era completamente oscurato… “simpaticamente” mi hanno spinto per farmi lanciare! forse è stato tutto troppo veloce perche il mio cervello recepisse il cambiamento? fatto sta che la paura è aumentata! allora ho provato il canioning, una pratica di discesa dei torrenti dove il calarsi LENTAMENTE con la fune da oltre 30 metri d’altezza avrebbe dovuto tranquillizzarmi! NIENTE…completamente bloccato! mi hanno dovuto calare come un sacco di patate!che figura!:-(
    POI LA SVOLTA: al PNL practitioner tra noi corsisti il mio collega del momento per esercitarsi con la tecnica del “fast phobia cure” mi ha trattato detta paura… CREDO CHE I RISULTATI OTTENUTI ALL’ X-CAMP POSSANO PARLARE DA SOLI… appeso a 10 metri d’altezza sono riuscito a fare il percorso senza che le gambe si bloccassero e il cervello andasse in “spappola” ..non oso ancora cantar vittoria… ma mi sento un di aver ottenuto il 99% del risultato.. manca quell’1% che consiste nell’ “essere felice di sporgermi da un’altezza e provare piacere nel farlo” ma in questo momento sono nel mio ufficio posto al quarto piano di un palazzo antico del centro di Bologna e per la prima volta riesco a guardare le macchine che passano sotto!!! ..e dire che a medicina dicevano che era un problema di vestiboli e pressioni rilevate dal timpano interno unite ad un processo psicologico che collega un evento traumatico ad un’altezza, quindio irrisolvibile!

  4. Pnl Ekis » Blog Archive » Come superare la paura di parlare in pubblico - Alessandro Mora

    […] paure/fobie ha sempre suscitato il mio interesse e infatti qualche tempo fa avevo già postato un articolo sul tema. Oggi vorrei concentrarmi proprio sul public […]

  5. Vivek

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