Chiedi, parla, discuti… ma smettila di farti i film! PNL e aspettative

21 February, 2012

pnl-e-comunicazione-efficaceChiedi e ti sarà dato (probabilmente).

E io aggiungo: se non chiedi aspettati che possa non esserti dato e… non ink@$$@rti!

Mi fanno impazzire quelle persone che pensano che gli altri abbiano il dono della telepatia! Credo che capiti a tutti in qualche occasione di indovinare cosa stia pensando l’altra persona (anche a me capita ogni tanto con la Noe, con i miei amici, durante le sessioni di mental coaching e nei corsi di PNL, ecc.), ma generalmente mi piace esternarlo ed essere esplicito… sai perché? Per evitare di commettere errori grossolani!

Ho visto troppi rapporti corrodersi, spogliatoi di squadre sportive sfasciarsi e team di lavoro cercare di produrre qualcosa ma senza sinergia a causa di questa brutta abitudine: pensare (male) e non dire… o, peggio ancora, dire a chi non è il diretto interessato.

Ecco il classico esempio in cui un’ottima abilità (essere sensibili e intuire) diventa un potenziale pericolo che ti fa prendere la tangente… e quando la prendi, purtroppo, è difficile tornare sui tuoi passi perché il nostro cervello tende a vedere le cose in cui crede anche quando non ci sono, soprattutto se hai paura.

Durante i miei corsi di Programmazione Neuro Linguistica (PNL) insisto sempre sulla differenza tra due processi che spesso le persone confondono: calibrazione e mind reading (lettura della mente).

Calibrare significa raccogliere informazioni tramite i sensi: osservare i dettagli, ascoltare attentamente, percepire, gustare e annusare gli stimoli che arrivano.
Ad esempio: Alle ha incrociato le braccia, ha usato un tono di voce più basso rispetto a prima, mi ha stretto la mano diversamente dal solito, ecc.

pnl-e-mind-readingMind reading significa appunto tentare di leggere nella mente delle persone e dare significati basandosi su alcuni dettagli (di solito pochi e fuori contesto). Ad esempio: “ha fatto quella faccia, quindi vuol dire che ce l’ha con me”, oppure “ha incrociato le braccia, significa che non è d’accordo”… per poi arrivare ai voli acrobatici tipo “non mi ha chiamato, significa che non gli interesso”, oppure il fenomenale “fa così perché vuole mettermi i bastoni tra le ruote”.

Partiamo da un punto: come fai a saperlo? Hai letto nella tua palla di cristallo, vero? :-)
Lo so lo so, ti basi sulla tua intuizione e la tua esperienza ed “è evidente che quella persona ce l’ha con me”… sì, magari è arrabbiata proprio perché pensa che tu la giudichi… e, in definitiva, nessuno parla ma tutti interpretano e danno significati!

Quello che spesso le persone mi rispondono è: “be’ se fosse realmente interessato/attento/professionale avrebbe sicuramente agito in quest’altro modo…

Ma secondo chi? Secondo quali parametri? Secondo quale giudizio? Ah sì, il TUO!!!
E allora dì alle persone cosa vuoi e cosa ti aspetti: non lasciarle intuire, perché non tutti sono come te e non hanno la tua capacità! :-)

Una delle frasi che odio enormemente è “mi aspettavo che…”: scusa, perché invece di aspettarti le cose dagli altri, non le chiedi? Non è più semplice?
Quando ti interessa veramente che qualcuno faccia qualcosa, chiediglielo. Molto facile!

Ecco adesso ne scrivo una che, ti anticipo, non è piacevole: lo so, ma credo sia bene metterselo in testa!

A noi interessa innanzitutto di noi stessi, è questa la verità! Suona un po’ egoistica vero? Be’ vedila in questa maniera: anche la persona più generosa e altruista del mondo pensa a se stessa prima di tutto, infatti il pensiero che genera è qualcosa tipo: “se lui/lei sta meglio, io sono felice…” mette gli altri apparentemente al primo posto perché questo la rende felice (o meno infelice)… e se non fosse così non lo farebbe!

Ecco l’invito di oggi: smettiamola di aspettarci che l’altro debba intuire ciò che è importante per noi: chiediamolo!

Vuoi che il tuo allenatore o compagno di squadra ti comunichi in un modo particolare? Chiediglielo! Sono convinto che sia nel suo interesse aiutarti a dare il tuo meglio! E in questo modo puoi imparare ad anticipare e risolvere i conflitti nel team (leggiti questo articolo sul blog Ekis Sport Coaching per sapere la mia strategia).

Vuoi che il tuo partner si comporti in un modo particolare o faccia una determinata azione? Chiediglielo! E non mi rispondere “dovrebbe arrivarci”… sorpresa sorpresa, spesso non ci arriva (ok, nel caso sia un uomo puoi sostituire spesso con sempre 😉 ). E non perché non ti ama, ma perché magari ha semplicemente modi diversi dai tuoi.
La scorsa settimana ti parlavo del potere dell’ambiente: educa chi ti sta intorno a facilitarti le cose. Se possono, ne saranno felici!

Vuoi che il tuo fornitore/venditore ti tratti in un determinato modo? Chiediglielo, invece di lamentarti perché non hai avuto il servizio che volevi e che solo tu conoscevi nella tua testa… magari quella persona ti avrebbe semplicemente detto “guardi questo servizio non lo facciamo oppure costa questo tot. in più” (ovviamente escludo dalla categoria quelli che ti dicono cose che poi non mantengono… in quel caso è tuo diritto lamentarti con chi di dovere affinché ti diano ciò che ti hanno promesso… e comunque, anche in questo caso, torniamo al nostro concetto: parla!).

Chiedi, e probabilmente ti sarà data l’opportunità!

Ti lascio con questa intervista datata a Steve Jobs che, nel passaggio finale, sostiene: “molte persone non alzano il telefono e non chiamano, molte persone non chiedono: e questo, a volte, è ciò che separa quelli che fanno le cose da quelli che le sognano solamente. Devi agire e devi anche essere disposto a fallire… se hai paura di fallire non andrai molto lontano.

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| Commenti (18)



18 Commenti per: “Chiedi, parla, discuti… ma smettila di farti i film! PNL e aspettative”



  1. Nicoletta

    Grazie Alle!
    così semplice e così incisivo, questo tuo articolo mi ha confermato quanto ho da poco scoperto; credevo di essere una persona che “chiede”, invece mai, come da quando ho iniziato il MIC, mi sono resa conto di nn chiedere abbastanza….anzi “cado” spesso nella lettura della mente….:-/

  2. Alessandro Mora

    :-) Ciao Nico,
    be’ se può farti piacere, sei in buona compagnia! Anche io all’inizio ho dovuto allenarmi (e ogni tanto capita che ci casco ancora 😉 ).
    Buon allenamento

  3. Maria Luigia

    Da Facebook:
    Condivido gran parte di quanto hai scritto. Sono per i rapporti chiari da sempre e da sempre, gli amici sanno che sono “brutta e sincera” come si dice. Questo spesso è una sorta di “setaccio”. Le persone troppo dirette e troppo sincere, spesso, fanno paura (anche se poi sono gli amici migliori). Per quanto riguarda il partner, credo ci sia una forte componente emotiva a “pelle scoperta”. WE’ qualcosa che riguarda più noi donne che voi uomini smeplicemente perchè, correggimi se sbaglio, è tanto più bello ricevere ( un gesto d’affetto, una cortesia, un complimento) senza averlo richiesto ma con genuina spontaneità. L’errore vero, reale ed effettivo, è aspettarselo. Questo si. ………..oops, dovevo alzare la mano????? 😉

  4. Alessandro Mora

    :-) Yep, W il rapporto chiaro e diretto!
    Poi anche i MODI sono importanti: si può anche essere “gentili, diretti e sinceri” :-)
    Per quanto riguarda i partner, credo che una volta che hai detto esattamente cosa ti fa stare bene, le altre saranno super spontanee e genuine… ricorda che abbiamo il file “ciò che ha funzionato, funzionerà ancora!” 😉
    Un bacione e grazie del commento.
    Su la mano :-)

  5. Silvia Tomba

    Ecco….qualcosina ha fatto “click”nella mia testolina…..” Devi agire (…) se hai paura di fallire non andrai molto lontano”

    Ecco fatto….e’bastato questo per capire che forse ogni tanto mi distraggo dall’agire….

    Mi allenerò ad agire, d’ora in avanti!

    Grazie coach!

  6. Lorena

    Quanta lettura della mente che ho fatto, in mano una “palla” di cristallo e via!
    Ora ho qualche strumento in più per rendermene conto un pò prima che avvenga… a volte anche un pò dopo…in ogni caso fa la differenza, perchè mi sento più leggera!

    un abbraccio

  7. Alle

    Ciao Silvia, mi piace il “click” nella testa… Molto onomatopeico :-) grazie del messaggio 😉

  8. Alle

    Brava Lorena, sono felice di vedertelo scrivere :-)
    Ottimo lavoro!
    Un abbraccione

  9. Chiedi, parla, discuti… ma smettila di farti i film! PNL e aspettative | Coaching per te

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  10. manuela

    Grande spunto Alle! Come sempre sai cogliere in modo puntuale e nello stesso tempo semplice i meccanismi che ci incasinano la vita! E questo credo sia uno tra i più “popolari” e limitanti! Ancora una volta c’è da chiedersi “chi guida l’autobus?”Fantastico!!!Grazieeee!!!!
    Ti abbraccio!

  11. Alessandro Mora

    Ciao Manu,
    grazie del commento :-) eh sì, oltre alla patente serve anche alzarsi e andare a sedersi al posto dell’autista 😉
    Un abbraccio e grazie ancora per le splendide serate di PNL che state organizzando a Treviso!

  12. Caterina

    Alle caro,
    Che care parole hai scritto. Proprio in questi giorni in varie sessioni mi è capitato di trovare sia l ‘atteggiamento descritto in questo articolo sia quello (per me ancora peggio) descritto nell’articolo precedente in cui parlavi di quella corsista di Londra che ti ha fatto l’osservazione sul corso che stavano tenendo Richard e John. Ho fatto proprio oggi una sessione in cui la persona è entrata e mi ha detto: non voglio andare a ripescare delle sensazioni su cui ho già lavorato anche se mi fanno ancora stare male. Bene, la mia domanda è stata: quale è il to obiettivo? Inizia a raccontare e inevitabilmente il lavoro va sulle sensazioni perchè lei stessa va in quella direzione (tra le altre cose una inestricabili così di parte non l avrò mai vista :) ) beh la faccio breve, il buon Washington è inevitabile tutto fila liscio ma ad un certo punto quando sia o al momento di dover sostituire li stato d animo utile apre gli occhi e dice: ok ok basta second me è giusto fermarci qui la sensazione negativa non la ho più e il mio corpo mi dice di fermarmi qui… Bene con molta tranquillità calibrando che non era così si vedeva che aveva un po’ di agitazione e non voleva rilassarsi (voleva continuare la sessione con la li guistica…) io la accontento e metto come sottofondo una musica rilassante che sapevo piacerle, e inizio a parlare come ci hai insegnato nel tempo della musica: risultato alla fine la vedo come in uno stato alterato :) dandole quella serenità CHE LEI NON AVEVA VOLUTO CHIEDERMI e CHE SI ERA IMMAGINATA CON LE SUE ASPETTATIVE SULLA PNL. Ti ammetto che subito sono rimasta di stucco… Ma per fortuna il mio passaggio mentale è stato veloce e senza giudizio e mi ha permesso di andare avanti, ricalcarla e guidarla.. E mi sono ricordata quando ci hai detto: ragazzi le tecniche vanno bene finche funzionano se non funzionano dovete miscelare gli i gradienti in maniera diversa. Sante parole…
    Caterina

  13. Caterina

    Ti correggo le correzioni automatiche che gentilmente il mio i pad ha fatto.

    Nella prima parentesi (un cinestesico così di parte non mi era mai capitato)
    E Washington sta per washing machine…..

  14. Alessandro Mora

    hahahaha 😀
    Grande Cate! E lo sai che gli ingredienti “segreti” sono 3: pratica, pratica, pratica 😉
    Un abbraccione

    Alle

  15. roberto

    cavolo… mi sono rivisto quando discuto con la moglie e mi dice:”dovresti arrivarci da solo se mi volessi bene lo faresti senza che io te lo dica” ma io non capisco mai a cosa si riferisce, ti giuro no lo faccio apposta… :DDDD ommmmm!!!!

  16. Alessandro Mora

    hahahahaha 😀 in effetti ho sentito anche il commento: “lo fai solo per farmi piacere…” come se fosse una brutta cosa!!! 😉
    ooooommmmmmmmmmm :-)
    Un abbraccio

  17. roberto

    adesso ho capito perchè ti sei dato alla PNL ;D

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