Fai ciò che ami o… ama ciò che fai: PNL, lavoro e vacanza

14 August, 2013

pnl-e-vacanzaIeri stavo leggendo un post su facebook scritto dalla “nostra” campionessa di Beach Volley e Mental Coach Giulia Momoli.

Leggendo i vari commenti e avendo in passato sentito idee diverse sull’argomento ho pensato di scrivere la mia in questo articolo.

Ma partiamo con ordine dal post di Giulia. Incollo qui il testo:

“Ho rispetto per chi ha desiderato e meritato tanto le vacanze, per chi non vede l’ora di affollare un luogo per rilassarsi e staccare la spina dalla routine… Ma se vivessimo ogni giorno da liberi, se ogni giorno trovassimo del tempo di qualità da dedicare a noi stessi e ai nostri cari… se potessimo amare il lavoro che facciamo tanto da non sentirne un peso cosi grande… se riuscissimo a conoscere quel posto dentro di noi dove possiamo rilassarci, rigenerarci, stare bene, sentirci appagati e felici in ogni momento… non sarebbe meglio? E non andremmo in vacanza con meno foga e desiderio di evadere, ma con l’intento più consapevole di conoscere nuove bellezze e arricchirci di esperienze nuove?”

Mi schiero subito e quoto in pieno il suo pensiero.

Partiamo da due concetti:
– Noi passiamo al lavoro più di metà della nostra vita (da svegli).
– Le cose che ripetiamo quotidianamente dopo un po’ di tempo diventano un’abitudine: siano esse pensieri, comportamenti, emozioni…

Semplificando forse un pelo credo che, professionalmente parlando, possiamo (o forse ci convenga) schierarci in due grandi categorie:

1) Faccio ciò che amo.
Be’ chi appartiene a questa categoria ha già praticamente vinto! :-) Se è passata l’opportunità ed eri preparato o hai avuto il coraggio di coglierla (questa è la definizione che a me maggiormente piace di “fortuna”) e inoltre hai messo l’impegno e la determinazione per farne la tua professione… probabilmente hai una vita piena che ti soddisfa alla grande (oh questa sembra l’oroscopo del mese 😀 ) [Ehm, scusa, ritorno serio].

Ciò non significa che non ci siano problemi o grattacapi o che ti piaccia in assoluto tutto ciò che fai… ma generalmente parlando, quando fai ciò che ami, i problemi si trasformano in sfide e sei capace di trovare le energie per affrontarle, risolverle (nella maggior parte dei casi) e andare avanti. Questo semplicemente perché, per dirla alla Don Juan, la tua strada ha un cuore (se non lo conosci, ti copio sotto un estratto meraviglioso dal libro “Gli insegnamenti di Don Juan” che vale la pena leggere).

2) Amo ciò che faccio
Questo può sembrare meno semplice a prima vista… ma in realtà non è complicato! Perché dipende dal tuo atteggiamento mentale e dallo stato d’animo con cui ti metti a fare ogni giorno ciò che hai scelto di fare.

Una vecchia ma importante regola che mi insegnò tanto tempo fa il mio amico e collega Livio Sgarbi recita: “vuoi che qualcosa (lavoro, relazione, ecc.) ti dia passione? Mettici passione mentre fai quella cosa!”. Ed è pazzesco quanto funziona!

In questo modo anche l’attività più tosta puoi percepirla in un modo migliore. Lo so, mi rendo conto che sto generalizzando e che forse questo bel discorso non si può applicare a tutte le professioni… ma pensaci: perché stai facendo ciò che stai facendo anche se non ti piace? Sei obbligato? Sei realmente obbligato? Come fai a sapere quando arriva il momento di cambiare qualcosa? E cosa ti servirebbe per cambiare lavoro se lo volessi davvero?

Quando sono atleti a fare discorsi di questo tipo sento molte persone che si nascondono dietro un: “sì, parli bene tu che…” o “mica tutti hanno la tua fortuna…” o “ma tu non capisci cosa significa…” ecc. ma purtroppo queste persone tralasciano la parte di sacrifici, sudore, coraggio di lasciare le certezze e impegno continuo che gli atleti professionisti ci mettono ogni giorno fin da quando erano ragazzini per vivere quello che stanno vivendo ora… e che continuano a metterci anche quando sono “arrivati”.

Ricorda che le emozioni che provi ogni giorno, i comportamenti che metti in atto in più della metà della tua vita (da sveglio) sono quelli che stai allenando e in cui stai diventando un “campione”!

Se la maggior parte di queste emozioni sono cose come frustrazione, rabbia, invidia, ecc. e i pensieri sono del tipo “non ce la farò mai”, “sono un incapace”, ecc. ti stai avvelenando poco alla volta inesorabilmente… ecco perché rendertene conto e prendere il controllo di ciò che pensi (e di conseguenza ciò che provi) ti fa iniziare a dare importanza a ciò che ti permette di creare benessere (almeno questo è il mio obiettivo per gli allievi ai miei corsi).

E, per ritornare al post da cui sono partito, ecco che in questa concezione le tanto amate vacanze diventano semplicemente un modo per staccare la spina, ricaricare le pile e tornare con ancora più energia a fare qualcosa che ami o hai deciso di amare… oppure un’opportunità per fare esperienze nuove, conoscere meglio il mondo in cui viviamo ed arricchire la nostra vita… oppure, come piace tanto a me, entrambe le cose :-)
Ti lascio con una frase di Steve Jobs che mi ha profondamente colpito la prima volta in cui l’ho sentita durante l’ormai celeberrimo discorso alla Stanford University:

«Quando avevo diciassette anni, ho letto una citazione che recitava: “Se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, uno di questi ci avrai azzeccato”. Mi fece una gran impressione, e da quel momento, per i successivi trentatrè anni, mi sono guardato allo specchio ogni giorno e mi sono chiesto: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni volta che la risposta era “No” per troppi giorni consecutivi, sapevo di dover cambiare qualcosa».

Buon lavoro 😉


P.S. Ecco il testo tratto da “Gli insegnamenti di Don Juan” di Carlos Castaneda che ti dicevo sopra:

DON JUAN: «Tutto è solo una strada tra tantissime possibili. Devi sempre tenere a mente che una strada è solo una strada; se senti che non dovresti seguirla, non devi restare con essa a nessuna condizione. Per raggiungere una chiarezza del genere devi condurre una vita disciplinata. Solo allora saprai che qualsiasi strada è solo una strada e che non c’è nessun affronto, a se stessi o agli altri, nel lasciarla andare se questo è ciò che il tuo cuore ti dice di fare. Ma il tuo desiderio di insistere sulla strada o di abbandonarla deve essere libero dalla paura o dall’ambizione.»

«Ti avverto. Guarda ogni strada attentamente e deliberatamente. Mettila alla prova tutte le volte che lo ritieni necessario. Quindi poni a te stesso, e a te stesso soltanto, una domanda. Questa è una domanda posta solo da un uomo molto vecchio. Il mio benefattore me l’ha detta una volta quando ero giovane, e il mio sangue era troppo vigoroso perché la comprendessi. Ora la comprendo. Ti dirò che cosa è: “Questa strada ha un cuore?” Tutte le strade sono uguali; non portano da alcuna parte. Sono strade che passano attraverso la boscaglia o che vanno nella boscaglia. Nella mia vita posso dire di aver percorso strade lunghe, molto lunghe, ma io non sono da nessuna parte. La domanda del mio benefattore ha adesso un significato.”Questa strada ha un cuore?” Se lo ha la strada è buona. Se non lo ha non serve a niente. Entrambe le strade non portano da alcuna parte, ma una ha un cuore e l’altra no. Una porta un viaggio lieto; finché la segui sei una sola cosa con essa. L’altra ti farà maledire la tua vita. Una ti rende forte; l’altra ti indebolisce.»

CARLOS CASTANEDA: «Ma come si fa a sapere quando un sentiero non ha un cuore, don Juan?»

DON JUAN: «Prima di inoltrarti in esso poniti la seguente domanda: “Questa strada ha un cuore?” Se la risposta è no, lo saprai, e allora dovrai scegliere un altro sentiero.»

CARLOS CASTANEDA: «Ma come faccio a capirlo?»

DON JUAN: «E’ una cosa che si sente. Il problema è che nessuno si pone questa domanda, e quando un uomo si accorge di aver intrapreso una strada senza cuore, essa è pronta per ucciderlo. Arrivati a quel punto, sono pochi quelli che si fermano a riflettere e abbandonano la strada.»

CARLOS CASTANEDA: «Cosa devo fare per formulare la domanda nel modo giusto, don Juan?»

DON JUAN: «Fallo e basta.»

CARLOS CASTANEDA: «Quello che vorrei sapere è se esiste un metodo per non mentire a se stessi credendo che la risposta sia positiva quando in realtà non lo è.»

DON JUAN: «Perché dovresti mentire?»

CARLOS CASTANEDA: «Forse perché in quel momento la strada sembra piacevole e divertente.»

DON JUAN: «Sciocchezze. Una strada senza cuore non è mai piacevole. Devi lavorare duramente anche per intraprenderla. D’altra parte è facile seguire una strada che ha un cuore, perché amarla non ti costa fatica.»

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3 Commenti per: “Fai ciò che ami o… ama ciò che fai: PNL, lavoro e vacanza”



  1. Giovanna Carozza

    Sei un GRANDE, Alle! Mi è piaciuto tantissimo.

  2. Alle

    Grazie Giooo :-) Un abbraccio

  3. Cinzia

    Grazie! Mi piace iniziare la giornata leggendo qualcosa che è in sintonia con me stessa. Leggerò il libro consigliato.

    Grazie grazie grazie

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